Lo scrittore iracheno Ali Bader al festival salentino “La città del Libro”

Il prossimo 26 novembre, lo scrittore iracheno Ali Bader sarà ospite della manifestazione culturale salentina “La città del Libro”, il festival letterario internazionale di Campi Salentina, che quest’anno è dedicato alla figura di Abramo.

Bader dialogherà con Monica Ruocco, docente di Letteratura araba dell’Università L’Orientale di Napoli che ha appena tradotto il suo romanzo Il suonatore di nuvole (عازف الغيوم), pubblicato da Argo editore.

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Bader è pressochè sconosciuto al pubblico italiano – credo che questa sia la seconda volta che viene in Italia e d’altra parte Il suonatore di nuvole è il suo primo romanzo ad essere tradotto in italiano. Ma è invece molto noto nel mondo della letteratura araba e irachena, tale per cui è considerato uno dei principali autori iracheni contemporanei, e in Belgio, Paese in cui vive.

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Nato nel 1964 a Baghdad, poco dopo è costretto a lasciare l’Iraq con la famiglia (il padre, ha raccontato, era comunista); tornato in Iraq, dopo la laurea in Filosofia e in Letteratura francese all’Università di Baghdad, comincia a scrivere romanzi e a recitare per il teatro e il cinema. Nel 2001 esordisce con il romanzo بابا سارتر (Papa Sartre), con cui vince il Premio nazionale per la Letteratura di Baghdad nel 2002 e il Premio tunisino alla Letteratura Abu Qassim al-Shaabi, ma a causa di una aspra campagna stampa nei suoi confronti, è costretto nuovamente a lasciare l’Iraq.

Nel 2009 e 2010 i suoi romanzi ملوك الرمال (I re delle sabbie) e حارس التبغ (Il guardiano del tabacco) entrano nella longlist dell’IPAF e il secondo viene tradotto sia in inglese che in francese. Oggi vive a Bruxelles, dove lavora come giornalista, commentatore politico e romanziere.

29553992E proprio in Belgio è ambientato Il suonatore di nuvole, che ha come protagonista un giovane musicista, Nabil, un eroe romantico moderno che suona il violoncello e che vede il mondo esterno attraverso le lenti della musica e della sua passione per la cultura occidentale. Dopo un violento scontro con alcuni estremisti, decide di lasciare l’Iraq e emigra verso il Belgio, dove però è costretto a scontrarsi con una realtà, europea e occidentale, un po’ diversa da come se l’era immaginata. Stretto tra estremisti della destra belga da una parte e salafiti musulmani dall’altra, il giovane Nabil dovrà fare i conti con la realtà e con un’identità di arabo-europeo tutta da costruire.

Su eastwest c’è una bella intervista allo scrittore fatta da Andrea Porcheddu che vi consiglio di leggere, proprio qui.

 

Un commento

  1. Buonasera,

    Probabilmente mi troverò in Salento nel mese di marzo e chiedo gentilmente se per questo periodo è già prevista qualche iniziativa.

    Grazie!

    Cordialmente

    Sara

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