La rentrée littéraire di settembre: Mazen Maarouf, Jonas Hassen Khemiri e Youssef Fadel

Tra fine agosto e inizio settembre sono uscite tre nuove traduzioni di autori arabi che forse i meno avveduti tra voi si sono persi. Poco male, ci sono qui io a segnalarvele:

mazenBarzellette per miliziani, di Mazen Maarouf (trad. dall’arabo di Barbara Teresi, edito da Sellerio). Per la prima volta in traduzione italiana arriva lo scrittore palestinese-islandese Maazen Maarouf di cui vi avevo parlato molte volte e di cui finora erano state tradotte solo le sue poesie, ad esempio qui. Barzellette per miliziani è una raccolta di racconti ed è il suo esordio nella narrativa: esordio di successo, visto che tre anni fa si è aggiudicato il premio Multaqa del Kuwait per il racconto breve arabo ed è già stato tradotto in tutte le principali lingue europee. Maarouf, che vive in Islanda ed è cittadino islandese, la settimana scorsa era stato ospite del bel Festival della Mente di Sarzana. Se volete saperne di più sul libro, potete aspettare la mia recensione o leggere la sinossi sul sito dell’editore qui.

O ancora, potete guardare questa intervista fatta a Mazen da al-Jazeera qualche anno fa.


jonasCon grandissima gioia vi segnalo anche il gradito ritorno in italiano dello scrittore tunisino-svedese Jonas Hassen Khemiri, che con Einaudi pubblica La clausola del padre (trad. dallo svedese di Katia De Marco). Nel 2017 era stata la casa editrice Iperborea a farci conoscere questo autore, già notissimo e molto apprezzato in Svezia, con il suo romanzo Tutto quello che non ricordo, che avevo amato molto e di cui vi avevo parlato qui. Khemiri questo fine settimana è stato ospite di Festivaletteratura a Mantova e nei giorni precedenti sono usciti diversi articoli su di lui, tra cui vi segnalo la recensione de Il Manifesto.


bri_ogni_volta_che_prendo_il_volo_376_1_tmbInfine, un altro esordio in italiano è quello del marocchino Youssef Fadel con Ogni volta che prendo il volo (trad. dall’arabo di Cristina Dozio, pubblicato da Francesco Brioschi editore), già finalista nel 2014 del Premio internazionale per la Letteratura araba di Abu Dhabi. Oppositore politico negli anni ’70, durante i cosiddetti “anni di piombo” marocchini, Fadel ambienta questo romanzo d’amore e politico proprio in quel decennio. Una piccola curiosità: in arabo il titolo del romanzo è: Un raro uccello blu che vola con me. Anche qui: potete aspettare la mia recensione o decidere di saperne di più andando a visitare la pagina web dell’editore.

Oppure potete guardare l’autore che parla del suo romanzo in questa intervista fatta per il Premio di Abu Dhabi in cui era risultato finalista.


Il titolo è francese lo so, ma rendeva bene l’idea.

La copertina è presa dalla pagina Facebook di Dar al Adab.

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