Novità e ristampe in libreria da Tunisia, Libano, Palestina e Siria

In queste settimane in libreria sono usciti un po’ di titoli nuovi e qualche ristampa importante. Vediamo quali (librai e bibliotecari, mi raccomando prendete appunti):

Le novità

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L’italiano, di Shukri al-Mabkhut (e/o, traduzione dall’arabo di Barbara Teresi): romanzo vincitore del prestigioso premio IPAF 2015, racconta la Tunisia dell’epoca Ben Ali (vi saprò dire meglio e di più non appena lo finisco; per ora, fatemi dire che sono contenta di averlo tra le mani anche perché era da un bel po’ di tempo che non si traduceva un autore tunisino). L’autore, a proposito, è un importante accademico tunisino e questo libro è il suo primo romanzo. Attualmente è anche direttore della Fiera internazionale del Libro di Tunisi. (qui un post di editoriaraba sull’argomento)

Tutto quello che non ricordo, di Jonas Hassen Khemiri (Iperborea, traduzione dallo svedese di Alessandro Bassini): ambientato in Svezia, a Stoccolma, questo particolarissimo romanzo ha già vinto il premio Augustpriset e ha riscosso molto successo. L’autore è figlio di madre svedese e padre tunisino e scrive in svedese. Il libro, mi pare di poter dire, è anche “figlio” di questa doppia appartenenza culturale e geografica del suo autore: molti dei personaggi sono figli di stranieri, o immigrati, o lavorano nel settore della migrazione.

Il piano orientale, di Zeina Abirached (BAO Publishing): Zeina Abirached per chi non la conosce, è una disegnatrice libanese che vive in Francia. In Italia è stata già pubblicata dalle edizioni Becco Giallo, mentre questo è il suo esordio con BAO. Qualcuno l’ha paragonata a Marjane Satrapi, per questo suo tratto bianco e nero, ironico e delicato. Nei suoi libri, centrale è sempre la tematica dell’incontro tra il suo paese di origine, il Libano, con la Francia e l’Europa. E il risultato, a mio parere, è sempre riuscitissimo.

Le ristampe

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Una trilogia palestinese, di Mahmud Darwish (Feltrinelli, a cura di Elisabetta Bartuli): la Trilogia con gli scritti in prosa del più grande poeta palestinese, dopo essere un po’ scomparsa dalle libreria, torna finalmente in una nuova veste, in edizione tascabile. Quindi, cari lettori che mi avevate detto di non essere riusciti a comprarla prima che sparisse, potete tirare un sospiro di sollievo! (qui un post di editoriaraba sull’argomento)

Uomini sotto il sole, di Ghassan Kanafani (Edizioni Lavoro, a cura di Isabella Camera d’Afflitto): anche questo capolavoro della narrativa palestinese e araba torna finalmente in libreria, in una nuova edizione (la precedente era uscita per Sellerio), traduzione e corredato di una nuova introduzione. Questo è proprio uno di quei libri che chi si occupa di mondo arabo e di migrazioni dovrebbe avere nella propria personalissima libreria.

La conchiglia, di Mustafa Khalifa (Castelvecchi, traduzione dall’arabo di Federica Pistono): uno dei libri più dolorosi mai pubblicati sulla Siria. Bene ha fatto Castelvecchi a ripubblicarlo in questa nuova edizione proprio in questo momento. Chi si occupa di Siria e non lo ha letto.. dovrebbe leggerlo.

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