Il fumetto arabo con Samandal, Barrack Rima e Alifbata

Domenica 10 novembre, il Med Film Festival di Roma ha ospitato un incontro con l’artista visivo e fumettista belga-libanese Barrack Rima e Simona Gabrieli, editrice di Alifbata, che ha pubblicato il volume di Rima Beyrouth. La trilogie.

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(foto mia)

Era la prima volta che incontravo Rima, che era stato in passato in Italia ma mai a Roma. Lo conoscevo per il suo lavoro a Samandal, il collettivo artistico libanese che pubblica l’omonima rivista a fumetti trilingue, e per le sue strisce su Internazionale.

Barrack Rima è originario di Tripoli, in Libano, ma ha sempre vissuto a Beirut, città che ha lasciato quando aveva 20 anni. E proprio la capitale libanese è protagonista di questa opera grafica che si intitola Beyrouth. La trilogie, che per la prima volta raccoglie in un unico volume le tre opere di Rima dedicate alla città, due delle quali già edite in precedenza. Si tratta di Beyrouth (1995), Beyrouth Bye Bye (2015) e Beyrouth Rewind (2017): tre opere tra cui intercorrono 20 anni, in cui l’autore osserva – e ci racconta – quanto la città sia cambiata. Quanto sia passato dalle speranze con cui i libanesi avevano salutato la fine di 15 anni di guerra civile ad oggi, in cui la città è preda di affaristi e corrotti, attraversata da migranti e rifugiati in cerca di una patria, dove nelle strade si ascolta ancora Umm Kulthum mentre i servis sfrecciano tra le strade brulicanti di persone. Come ha raccontato lui stesso, si tratta di un’opera molto autobiografica, a metà tra autobiografia e fantascienza: un connubio che gli piace molto esplorare nei suoi lavori.

L’incontro tra Rima e Alifbata (che fa un lavoro meraviglioso nel tradurre in francese gli autori arabi di graphic novel e libri illustrati) è nato quando, qualche anno fa, Simona Gabrieli (la editrice di Alifbata, italiana di nascita ma marsigliese di adozione) stava curando la pubblicazione di un numero speciale di Samandal dedicato alla sessualità Ça restera entre nous, dove 26 autori da Marocco, Tunisia, Egitto, Libano, Francia, Spagna, Italia, Germania e Stati Uniti si sono interrogati sul tema “gioventù, sessualità e poesia”. Un volume molto particolare anche per la lettura, perché è “reversibile”: ovvero si legge da destra a sinistra e da sinistra a destra e poi si può rigirare a seconda se siete arabofoni o leggete nei caratteri latini! Qui potete leggere per saperne di più!

All’attivo della casa editrice c’è anche il delizioso fumetto di Lena Merhej, Laban et confiture. Ou comment ma mère est devenue libanaise (pubblicato in arabo nel 2011 da Samandal) in cui la fumettista libanese racconta con humor brillante quanto sia stato complicato e divertente per sua mamma, tedesca, trasferirsi a vivere in Libano e imparare a convivere con un paese diverso e stili di vita a volte un po’… incomprensibili.

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E poi c’è il catalogo ufficiale della mostra sul fumetto arabo contemporaneo, che è stata esposta ad Angouleme per tutto il 2018, al cui interno compaiono anche tre importanti saggi che raccontano cosa sia il fumetto arabo e lo contestualizzano nel panorama culturale contemporaneo.

E infine una buona notizia: Beyrouth. La trilogie è uscito in Francia nel 2017 per le edizioni Alifbata ma l’anno prossimo verrà tradotto in italiano e pubblicato dalla casa editrice siciliana Mesogea, che inaugurerà proprio con Rima una nuova collana dedicata al fumetto mediterraneo. Una bellissima triangolazione tra Libano, Francia e Italia!

ps – Siete interessati a qualche titolo di Alifbata? Li trovate alla Libreria Griot di Roma!

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