I titoli della primavera 2021

Questo inizio di anno non ha visto ancora un numero particolarmente significativo di traduzioni dall’arabo o dalle lingue europee di autori arabofoni o di origine araba. Ciononostante, qualcosa è uscito e/o sta per uscire e so già che entro la fine dell’anno arriveranno in libreria due titoli a cui tengo molto (uno in particolare, è il ritorno di uno dei miei autori preferiti). Andando per ordine, se volete farvi un giro nella vostra libreria (possibilmente) indipendente di fiducia, potrete trovare anche i seguenti titoli:

(edit: questa lista è stata aggiornata il 20 aprile)

Tutti gli uomini aspirano per natura al potere di Nina Bouraoui (edizioni e/o, trad. dal francese di Silvia Turato) è un memoir autobiografico di questa autrice francese nata in Algeria, che racconta la sua gioventù alla ricerca di una difficile identità tra la madrepatria algerina e la nuova patria francese, e delle sue notti al Kat, un locale parigino riservato alle donne. Questo libro è stato finalista al Prix Femina e al Prix Médicis.

Altri due algerini francofoni sono il già noto Boualem Sansal con Il treno di Erlingen, pubblicato da Neri Pozza (trad. Alberto Folin), e l’esordiente in italiano Adlène Meddi, giornalista e scrittore, autore di 1994, pubblicato da Hopeful Monster con la traduzione di Emilia Gut.

Un dettaglio minore, di Adania Shibli (La nave di Teseo, trad. dall’arabo di Monica Ruocco), finalista all’International Booker Prize 2021, è probabilmente il romanzo più atteso di questo inizio anno: racconta la storia di una giovane di Ramallah che decide di indagare sullo stupro e l’omicidio di una ragazza palestinese, uccisa da soldati israeliani nel deserto del Negev nel 1949, esattamente 25 anni prima della sua nascita (il “dettaglio minore” del titolo). Questo romanzo è il terzo lavoro di Shibli, autrice palestinese, a essere tradotto in italiano dopo Sensi e Pallidi segni di quiete sempre tradotti da Monica Ruocco. È uscito per la casa editrice libanese Dar al-Adab nel 2017.

(Oh toh, un romanzo di una autrice araba che parla di donne in cui non c’è una donna col velo in copertina: dunque è possibile!)

Torna in libreria anche la scrittrice libanese Jana Fawaz Elhassan, questa volta all’interno della nuova collana Nisa di MrEditori con il romanzo Io, lei e le altre (trad. dall’arabo di Amira Kelany); la stessa casa editrice pubblica anche Siria, la rivoluzione impossibile dell’intellettuale siriano Yassin al-Haj Saleh (trad. dall’arabo di Antonino d’Esposito).

Esordisce in italiano l’egiziana Dunia Kamal con La settima sigaretta (Poiesis, trad. dall’arabo di Barbara Benini), di cui aveva parlato ArabLit qui, ambientato in Egitto durante la rivoluzione del 2011; e per finire con le autrici donne, vi segnalo anche l’inglese di origini palestinesi Isabella Hammad con Il parigino, pubblicato da Einaudi (trad. dall’inglese di Giulia Boringhieri), una saga famigliare ambientata tra la Francia e la Palestina nella prima metà del Novecento.

Infine, sul fronte poesie vi segnalo anche che tra qualche giorno esce anche la raccolta poetica In disparte e altre poesie, del poeta marocchino Hassan Najmi (Astarte edizioni, trad. dall’arabo di Sana Darghmouni), con testo a fronte – utile se volete leggere in arabo e confrontare la traduzione in italiano.

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