“Arab World Hotlist”: i 1001 volti della ricchezza letteraria dei paesi arabi

Leggendo questo post su Arablit ieri ho scoperto questa iniziativa della Alliance internationale des éditeurs indépendants presentata virtualmente alla Fiera del libro di Francoforte di quest’anno. Si tratta di due “hotlist”, ovvero di due selezioni di titoli di editori indipendenti dall’America Latina e dai paesi arabi.

Tralasciando il Sud America, nella Hotlist araba (la prima in assoluto mai creata) troviamo le proposte di titoli più interessanti e meno conosciuti del 2020 selezionati da 30 case editrici indipendenti di 7 paesi arabi – Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Qatar, Siria e Tunisia. Ci sono libri d’arte, autobiografie, saggi, romanzi, raccolte poetiche, thriller, racconti brevi.

La cosa più interessante è che i libri proposti sono scritti in tutte le lingue che si parlano e in cui si scrive nella regione araba (Nord Africa/Maghreb e Medio Oriente/Mashreq), ovvero: arabo, armeno, darija (la lingua parlata dei paesi del Maghreb), inglese (la lingua globale per eccellenza), francese (la lingua dell’ex colonia, ancora molto usata negli ex paesi di dominazione francese), curdo (con le sue varianti dialettali parlate dai 35 milioni di curdi sparpagliati tra Iran, Siria, Turchia, Iraq e Armenia), spagnolo (un’altra lingua coloniale, ancora usata in Marocco per alcune pubblicazioni), tamazight (ovvero uno dei modi per definire le lingue berbere del Nord Africa) e il siriaco (terza lingua parlata in Iraq e in alcune comunità cristiane in Siria).

Questa selezione intende mostrare “i 1001 volti della creatività letteraria e intellettuale dei paesi arabi” ed è stata curata da: Élisabeth Daldoul (Elyzad, Tunisia), Kenza Sefrioui (En toutes lettres, Marocco), Samar Haddad (Atlas, Siria) e Selma Hellal (Barzakh, Algeria).

La lista è navigabile per case editrici, autori, parole chiave. Accanto ad ogni titolo si trova la sinossi, una breve bio dell’autore, il nome della casa editrice e i riferimenti per contattarla. L’idea di questa lista è infatti quello di favorire lo scambio dei diritti tra case editrici straniere.

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