Al via a Parigi il Festival du Film Libanais de France

Restiamo in tema di cinema anche oggi: fino all’11 ottobre a Parigi si svolge il Festival du Film Libanais de France, ovvero il Festival del cinema libanese in Francia.

Chi mi conosce un po’ sa che sono una grande fan del seguente pensiero: guardiamo come gli altri paesi europei – soprattutto Francia, Germania, Regno Unito e Spagna – promuovono la cultura araba e prendiamo ispirazione, spunto, cogliamo suggerimenti e suggestioni. È ovvio che un Festival del cinema libanese abbia più senso in Francia che in Italia (e lo dico da grande estimatrice della cinematografia libanese), ma penso che andare a vedere quali film, attori, incontri siano ospiti di questa kermesse (e degli altri festival dedicati alla cultura araba in Europa) possa essere utile per chi programma festival o rassegne dedicate al cinema arabo in Italia. O per chi ama il cinema libanese, naturalmente.

Naturalmente anche questo evento, come tutti gli eventi culturali che stanno comunque andando avanti in questo autunno della seconda ondata, non può non risentire di un clima di incertezza in cui viviamo tutti, che nel Libano post esplosione è diventato tanto più incerto.

Come ha scritto il fotografo franco-libanese Philippe Aractingi, padrino del Festival:

Il 2020 è l’anno di tutte le incertezze, delle angosce, dei progetti nati morti e dei sogni infranti. Un anno difficile per il mondo e terribile per un Libano che festeggia i suoi primi 100 anni di fragile esistenza. […] Questo Festival ci apre una finestra sui sogni, quella di un Libano che resterà ribelle, forte della sua cultura, della sua arte e del suo cinema.

Segnalo anche che, per un festival del cinema che si fa, ce n’è un altro – inglese e dedicato alla letteratura palestinese – che a causa della pandemia sarà interamente digitale: è il Palestine Writes Literature Festival, che avrebbe dovuto svolgersi in presenza a marzo.

Tornando a Parigi: apre la rassegna il lungometraggio Broken Keys (2020) del regista Jimmy Keyrouz che sarà presente. Il secondo lungometraggio da segnalare è All This Victory (2019) di Ahmad Ghossein, in collaborazione con l’Institut du Monde Arabe. Il 10 ottobre ci sarà un focus su Beirut con i film Beyrouth, jamais plus (1976), di Jocelyne Saab, Beirut, terminus (2018), di Elie Kamal e Beyrouth Through Time (2018), di Philippe Aractingi. Quest’ultimo sarà protagonista di una master class, come anche la regista Danielle Arbid di cui saranno proiettati Allo Chérie e Blackjack.

Ricchissima è la sezione cortometraggi, tra cui diversi prodotti quest’anno, che includono anche il tragicomico Corona Days/Zaman Korona, di Layal M. Rajha – che segnalo perché mi sembra una delle prime opere cinematografiche dedicate alla pandemia.

Per il programma intero, cliccate qui.

Il festival del film libanese in Francia vede la collaborazione con gli altri festival del film libanesi nel mondo: Lebanese Film Festival, Festival du film libanais au Canada, Lebanese independent film festival, oltre che l’ambasciata libanese in Francia, Middle East Airlines, e l’Institut du monde arabe.

Nel frattempo, a Parigi da ieri è scattata la massima allerta per l’aumento dei contagi da COVID-19, che durerà due settimane. Amici parigini, stay safe.

[Grazie per la segnalazione a Francesca Martino!]

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