La giornata mondiale della lingua araba è oggi!

b23e9a8f08.jpg;pv6ba649805c52db62Come ogni anno, il 18 dicembre l’UNESCO celebra la giornata mondiale della lingua araba per ricordare il 18 dicembre 1973, giorno in cui l’arabo divenne la sesta lingua ufficiale delle Nazioni Unite. E, colpo di scena (ma solo perchè non lo sapevo), l’iniziativa è stata promossa da Marocco e Arabia Saudita al fine di promuovere il multilinguismo, la diversità culturale e il ruolo e il contributo dell’arabo nel creare un patrimonio culturale condiviso dall’umanità.

Le iniziative proposte l’anno scorso dall’UNESCO per festeggiare l’arabo erano state le seguenti:

  • imparare la calligrafia araba (da fare)
  • scoprire la poesia (fatto)
  • organizzare un reading di poesie (work in progress)
  • incoraggiare le persone ad intraprendere lo studio dell’arabo (lo faccio già da un po’!)
  • non perdere l’abitudine di parlare in arabo con la propria famiglia (solo per arabofoni)
  • imparare qualche parola di arabo se si viaggia in un paese straniero (fatto)

Qui su editoriaraba festeggiamo a modo nostro, partendo da una domanda…come avete conosciuto l’arabo?

Io ne avevo parlato l’anno scorso su A.L.M.A. Blog in un post dal titolo Sul perchè l’arabo è anche una bicicletta verde dell’Arabia Saudita.

E ieri qualcuno di voi mi ha mandato la propria originalissima versione del perchè studia, ama o parla questa lingua, che è croce e delizia di tutti colori i quali le si avvicinano.

E le risposte sono sorprendenti e deliziose!

Opera dell'artista giordana Diana Hawatmeh
Opera dell’artista giordana Diana Hawatmeh

Giada Frana: Ho iniziato a studiare arabo per amore verso mio marito, e perché mi piacerebbe specializzarmi in articoli sul Medioriente, quindi penso che conoscere questa lingua mi sarebbe molto utile. Da tempo volevo approcciarmi a questa lingua… Quando, nel gennaio 2011, in un comizio di tunisini davanti alla relativa ambasciata, tutti si sono messi a cantare l’inno nazionale con le lacrime agli occhi…e io non capivo nulla né dell’inno, né di quello che dicevano nei discorsi di incitamento alla caduta del dittatore Ben Ali. Così ho capito che, se non volevo rimanere esclusa da una parte importante della vita di mio marito, e anche per comunicare con suoceri e parenti, avrei dovuto rimboccarmi le maniche e mettermi a studiare. Un’ ulteriore spinta mi è data dal fatto che a breve mi trasferiro per un periodo in Tunisia. L’approccio non è stato semplice ma più mi addentro, più rimango affascinata e ho voglia di saperne sempre di più su questa lingua!

Carmen: All’epoca trovavo molto più semplice andare nel vicino/medio Oriente per poterlo mettere in pratica piuttosto che andare in Cina o Giappone. Con il tempo ho imparato ad amarlo ma se potessi tornare indietro sceglierei il persiano.

Fernanda Fischione: Ho cominciato a studiare l’arabo perché quando ero insegnante di italiano a stranieri i miei allievi erano per la maggior parte marocchini e mi hanno lentamente trascinata nel “gorgo”!

Ho scoperto prima di tutto un’umanità nuova, calda, antica, dirompente, e poi una lingua altrettanto totalizzante. Il risultato è che dopo cinque anni sono ancora perdutamente innamorata di questa lingua e di questa cultura, e penso proprio che si tratti dell’amore della mia vita…

Monica Luisa: È stato un colpo di fulmine!

Alessandra Fabretti: Ho iniziato a studiare l’arabo perché ero convinta che sarebbe stata la lingua del nuovo millennio. Non avevo ancora realizzato cosa stava accadendo nel frattempo in Cina.

Pamela Stella: Non ricordo bene, probabilmente ho iniziato a studiare l’arabo per curiosità. Poi la storia tra me e la lingua araba è continuata tra amore e litigi, ma ha resistito nel tempo. E tuttora resiste…resiste perché, semplicemente, non ne posso fare a meno, tra me e lei è una sfida perpetua!

Anna Maria Monti: Mi è sempre piaciuto…un colpo di fulmine!

Elisione Ere Mitica: Perché non c’è una ragione precisa dietro alle passioni!

Lucia Turi Tezler: Perchè è difficile.

"Palestina", opera dell'artista siro-libanese Ahmad Salma
“Palestina”, opera dell’artista siro-libanese Ahmad Salma

Abdelghani Mouden: È la mia lingua madre, è mia madre ed il mio punto di riferimento. Scrivo in italiano, e mi arrabbio e mi tormento in arabo.

Francesca Della Puppa: è stata una scoperta-sorpresa… Lo scelsi non del tutto convinta e anche perché avevo una buona base di francese a supporto. Poi, studiandolo all’università, giorno per giorno ne sono rimasta affascinata, colpita, attratta. Non solo per la sua modalità di scrittura, ma anche per i suoni che ai più sembrano quasi “sgradevoli”, perché così gutturali, a me invece risultavano invitanti, interessanti. E poi l’arte, la storia, la cultura e la visione della vita di questa civiltà mi hanno molto stimolata a cercare di saperne sempre di più, per comprendere e anche per scegliere cosa mi andasse a genio e cosa no. Ci sono alcuni aspetti di questo complesso mondo arabo che non potrò mai accettare, ma molti altri che mi hanno anche comunicato quanta intelligenza e saggezza ci sia stata e ci sia ancora tra queste persone. La lingua araba: matematica, economica e nello stesso tempo precisa e vasta, con milioni di vocaboli a stabilire il giusto senso alle cose. La lingua del risparmio nella scrittura e della memoria orale, perché non ci si deve appesantire nello spostarsi. Pochi segni per evocare un mondo, così come bastano poche note e posizioni sul liuto per evocare ore di musica. La lingua della ridondanza e della ciclicità, di quel movimento sinuoso e continuo della carovana che attraversa le dune… la lingua che non spezza le parole, che non va a capo a singhiozzo, ma tiene unita la parola per non togliere completezza al senso, per lasciare intatta la magia dei segni che uniti trasmettono un significato. Una lingua e tante lingue: una, la più eloquente; tante, la complessità di questo mondo vasto e differente, unito dalla scrittura, diviso dalle pronunce. Auguro all’arabo di essere sempre più insegnato e imparato, usato e diffuso, con correttezza, con serietà, con passione. Diffuso nelle scuole, dalla primaria alle superiori perché non si possa più dire un giorno a qualcuno che non capiamo: “Ma parli arabo?”.

Davide Maggiore: Mi piacerebbe impararlo per tanti motivi: i primi tre che mi vengono in mente sono 1) Perché quando ascolto una canzone in arabo ne resto affascinato e ho voglia di capire, di saperne di più 2) perché quando nel 2011 ho cominciato a seguire le rivolte arabe sentivo che mi mancava qualcosa per capirle veramente 3) perchè lo swahili è pieno di parole arabe e non sarebbe una lingua così bella, senza.

Marco Scalas: Perchè ho avuto una ispirazione interiore, da adulto! Poi, perchè mi vergognavo di non riuscire a leggere neppure i cartelli stradali.

Claudia Avolio: Ho iniziato a studiare l’arabo perché nel sentir parlare della Palestina nessuno mi aveva dato le parole per provare a capire le sue storie. Così le ho cercate nella lingua araba.

Amale Merrika: Sono madrelingua araba, nel mio paese di origine ho studiato di più il francese, ma poi ho capito l’importanza della mia lingua d’origine è ho deciso di approfondire le mie conoscenze. Così ho preparato la mia laurea e oggi sono docente di lingua e cultura araba.

Graziella Zanelli: Mi piace il disegno della scrittura, mi piace il suono, mi piace la cultura perché ha la parte che manca alla nostra, imparando questa lingua al contrario nella forma, disegno, modalità, concetti apro la mente nella parte chiusa e per moltissimi altri motivi..

Cirano Bergerac: Amo l’arabo non per il semplice “segno grafico”…ma per tutto il “mondo di significati” che porta con sé !

Giuseppe Pensabene: Colpevole fu’ il romanzo di Sciascia “Il consiglio di Egitto”.

Elisabetta Libanore:

La lingua araba è un amante
generoso ed esigente.
ti nutre ti arricchisce
ma a tratti ti sfinisce.
ti lascia e ti riprende
ma è manto avvolgente.
sparisce se ti distrai
ma non tradisce mai.

Se volete aggiungere la vostra, la sezione commenti vi aspetta!

3 commenti

  1. Credo che se si è davvero interessati a capire il punto di vista di qualcuno, il suo modo di sentire e i suoi perché una delle vie possibili è ascoltare quel che ha da dire. Interessandomi molto il Medioriente scegliere di imparare l’arabo, così come l’ebraico, è stato una delle mie strade per comprendere meglio questo mondo che è ai più, dal lato occidentale, apparentemente controverso. Studiando arabo spero di svestirmi dei miei soliti abiti, della mia sola cultura, e attraverso la lingua araba riuscire ad addentrarmi per quei sentieri che altrimenti resterebbero sempre un po’ a me estranei.

  2. Il mio rapporto con la lingua araba non e’ stato sempre molto facile .Sono un italo-siriana ,la mia lingua madre e’ l’Italiano perche’ nata in Italia e purtroppo in famiglia si era persa l’abitudine di parlare l’arabo .Mio padre ,Siriano di Hama, decide dopo tantissimi anni passati in Italia di tornare in Patria, in SIRIA ..e li comincia il mio travaglio !Non conscevo una parola d’arabo e oltre alle tante difficolta’ a cui facevo faccia ogni giorno causa della diversita della societa’ e della abitudini, c’era anche e sopratutto l’ostacolo della lingua che dovevo pero assolutamente sorpassare!All’inizio ho odiato questa lingua ..cosi difficile e complicata …pian piano ho cominciato ad amare il mio nuovo paese..la mia nuova gente e naturalmente la mia nuova lingua! Oggi sono di nuovo in Italia , per via della grave situazione generatasi in Siria..Mai come oggi mi sono sentita cosi legata a questa terra..e per la prima volta mi sento totalmente legata alla sua lingua…come se fosse diventata il ponte che mi collega ancora con il mio popolo …il mio grande e coraggioso popolo !

  3. Buonasera a tutti. Sto cercando questo testo nella versione araba: حلم رام الله… رحلة في قلب السراب الفلسطيني. (Sogno di Ramallah …Viaggio nel cuore del miraggio palestinese) di Benjamin Barth edito da Gros Press Publishers. Come o dove potrei trovarlo? Grazie a chi vorrà aiutarmi. é un regalo per una persona importante…

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