Un bookclub di letteratura araba a Sesto San Giovanni

Dal 20 settembre a Sesto San Giovanni parte un club del libro dedicato alla letteratura araba contemporanea: il primo libro del club sarà L’italiano, di Shukri al-Mabkhut (e/o, 2017). Ho fatto qualche domanda a Jolanda Guardi, esperta e traduttrice di letteratura araba, e promotrice dell’iniziativa.

Perché un club del libro sulla letteratura araba?

Volevo fare qualcosa nella città in cui vivo che da sempre è piuttosto “rigida” quando si parla di Arabi e/o musulmani. Anche le amministrazioni o i gruppi di sinistra su questo tema hanno sempre un pregiudizio e riducono tutto all’uso del fattore religioso come unico interveniente quando si parla di Arabi. Visto che penso e sostengo da sempre che l’idea che ci facciamo dell’Altro passa attraverso la letteratura che leggiamo, il gruppo di lettura mi è sembrata la proposta più interessante. Devo anche dire che è stato difficile trovare qualcuno che sostenesse la proposta, proprio per i motivi cui accennavo, e devo quindi ringraziare l’associazione DireFare Dare che se ne è voluta far carico. Anzi, lo scorso anno con Ida Spalla (attrice e regista) abbiamo anche fatto una proposta alternativa, una sorta di spettacolo-conferenza a partire da un romanzo per poi parlare di storia e di attualità, proprio per superare la modalità della “conferenza” nella quale una o un “esperta/o” tiene un incontro frontale senza nessuno o poco coinvolgimento del pubblico (ti allego il volantino). Lo scopo è quello di praticare una letteratura-azione, cambiare cioè il modo di considerare la letteratura e il gruppo di lettura ne è parte integrante.

Cosa può raccontarci ora questa letteratura secondo te e perché dovrebbe interessare chi non la conosce?

Oggi la letteratura araba è sicuramente letteratura; intendo dire che, pur se l’ambientazione è specifica, tratta tematiche universali che si rivolgono a tutte e tutti. Deve interessare perché ciò che è in atto è un percorso lento ma chiaro verso la formazione di un nuovo pogrom, vittime del quale saranno gli arabi e i musulmani, tendenza che va fortemente contrastata prima che sia tardi. Leggere letteratura araba è una forma di resistenza e di impegno politico.

tunCominciate con L’italiano, del tunisino Shukri al-Mabkhut: come mai questa scelta? Cosa ti è piaciuto o non è piaciuto del libro e cosa pensi possa attirare nei lettori?

La scelta – su suggerimento di una partecipante – risponde alla volontà di promuovere la letteratura in lingua araba del Nord Africa e di porla allo stesso livello di quella di altri paesi. I titoli proposti sono di autrici e autri di provenienza diversa proprio per render conto della varietà. Personalmente ho trovato interessante mostrare come siano esistiti ed esistano movimenti marxisti e di sinistra arabi e come sia sempre esistita ed esista una società civile anche nei paesi arabi. Non ho amato molto come l’autore tinteggia le protagoniste femminili, anzi direi proprio per niente. È comunque una lettura gradevole, anche se non di quelle che mi hanno segnata. Al lettore occidentale che, appunto, ha forti pregiudizi su “democrazia”, “società civile” e simili nel mondo arabo credo sia utile perché incrina le sue certezze e questo è sempre positivo.

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Quali sono i prossimi libri e in base a che criterio li hai scelti?

Lo scorso anno li ho scelti io perché il gruppo non esisteva, ma naturalmente lo scopo è quello di fornire una certa agentività a chi partecipa. Quest’anno i titoli sono stati scelti dal gruppo. Nel nostro gruppo di lettura non ci sono io – che sarei l’esperta – che intrattengo chi partecipa, tutte e tutti si esprimono liberamente. Il mio ruolo è solamente quello di spiegare alcuni passaggi o suggerire non “chi” leggere ma “come” leggere. Si tratta comunque sempre di suggerimenti, proposte di interpretazione. Il bello della letteratura è proprio questo: che parla a ciascuna e ciascuno in modo differente.

Fino a dicembre le proposte sono le seguenti:

Hanan ash-Sheykh, Mio signore mio carnefice, Piemme (Libano)

Tayeb Salih, La stagione della migrazione a Nord, Sellerio (Sudan)

Yusef Zidan, Sette luoghi, Neri Pozza (Egitto)

Poi proseguiremo, ma dobbiamo ancora decidere i titoli…

A chi consiglieresti di partecipare?

A chiunque, naturalmente.

Quali sono le modalità per partecipare? Quanti saranno gli appuntamenti in tutto?

Per partecipare basta presentarsi al primo incontro. Si dà per scontato aver letto il libro, ma è anche capitato che venisse qualcuno solo per curiosità e va bene così. Per chi vuole avere un’idea del gruppo il giorno 9 settembre dalle 16.30 alle 18.30 presso lo Spazio Talamucci in via Dante (Sesto San Giovanni) ci sarà una breve presentazione.

Andremo avanti fino a giugno, un libro al mese. Gli incontri si svolgono il mercoledì alle 18,30 presso la sala Talamucci nel cortile della biblioteca centrale di Sesto San Giovanni.


Foto di copertina: @Everyday MiddleEast // @razanalzayani – Tunisians spend the end of their Sunday hanging out at a cafe in Sidi Bou Said, a seaside town north of Tunis –

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