La letteratura araba in traduzione italiana 2020

È di nuovo quel momento dell’anno in cui tiro le somme sulle traduzioni di letteratura araba in italiano (per vedere gli anni passati basta cercare con la funzione “cerca” del blog). La vera sorpresa di quest’anno sono le traduzioni di libri e libricini per bambini e ragazzi – soprattutto grazie a Gallucci/Kalimat – e una nuova categoria, quella della saggistica. Per quanto riguarda la narrativa, ho al solito suddiviso i libri per lingua di origine: otto sono i romanzi tradotti dall’arabo (di cui una riedizione), sette dal francese (di cui due riedizioni), e quattro dall’inglese. Tra i romanzi dal francese, tornano Fouad Laroui e Leila Slimani – entrambi di origine marocchina – il libanese Amin Maalouf e il tunisino Ali Bécheur. Tra gli anglofoni, ritroviamo anche quest’anno le palestinesi Suad Amiry e Susan Abulhawa, oltre al mio autore preferito: il premio Pulitzer Hisham Matar. Tra gli arabofoni, ritornano gli egiziani Youssef Ziedan, Nawal al-Saadawi e Tareq Imam, il tunisino Habib Selmi – che cambia editore – e la siriana Maha Hassan. Esordio assoluto per la saudita Zaynab Hifni e l’eritreo Abu Bakr Kahal. Per quanto riguarda le sinossi che troverete qui sotto: in alcuni casi le ho riassunte io, in altri ho riportato quelle che ho trovato sul sito dell’editore (le riconoscete perché sono più lunghe).

Vi segnalo anche che sul profilo Instagram del blog (Editoriaraba) questa sera alle 19:30 io e Giulia della Libreria Griot parleremo delle traduzioni di letteratura araba vs letteratura africana uscite in questo strano e triste 2020. Saranno state più quelle arabe o africane? Vi aspettiamo!

* edit: ho aggiunto altri titoli dopo la pubblicazione del post!


NARRATIVA

DALL’ARABO

Nawal al-Saadawi, L’amore ai tempi del petrolio, Fandango Libri (trad. dall’arabo di Stefania Dell’Anna). Si tratta di una riedizione di questo romanzo della scrittrice e psichiatra egiziana che era uscito una decina di anni fa per Il Sirente, con un’altra traduzione che all’epoca me lo aveva fatto digerire male.

Maha Hassan, Metro per Aleppo, Poiesis (trad. dall’arabo di Federica Pistono). Sara, giovane architetta di Aleppo, ha lasciato da due anni la sua città e si è trasferita a Parigi. A Parigi la richiama sua zia Amina che trent’anni prima ha abbondonato la famiglia per emigrare in Francia e dedicarsi alla carriera di attrice. Aleppo nel frattempo è caduta nella barbarie della guerra e della distruzione. Sara persa e spaesata a Parigi decide di rifugiarsi nella scrittura di un “diario di guerra” per sentirsi vicina alla sua città. Guardando dai finestrini del metro ella confonde le strade e i quartieri di Parigi con quelli di Aleppo, come nella sequenza di un film drammatico, vede le case di Aleppo distrutti, la gente che muore, i profughi che cadono nelle mani di spietati trafficanti di esseri umani.

Zaynab Hifni, Volti, Jouvence (trad. dall’arabo di Jolanda Guardi). Il romanzo segue la storia di Thurayya, giovane saudita desiderosa di emanciparsi dalle modeste condizioni economiche della sua famiglia e per questo disposta a scendere a compromessi. Il suo percorso si intreccia con quello di Husayn, suo marito, profondamente egoista e arrivista, che utilizza Thurayya come strumento per fare carriera. Attraverso le due voci principali di Thurayya e Husayn, e quelle di alcuni personaggi secondari, Zaynab Hifni dipinge un affresco della società saudita, dal dopoguerra a oggi, nel quale tratteggia le differenze sociali, culturali e di genere contro una visione stereotipata del Regno del Golfo.

Abu Bakr Kahal, Titanic africani, Atmosphere Libri (trad. dall’arabo di Barbara Benini). Abu Bakr Kahal è un autore eritreo di lingua araba che vive in Danimarca, dove è arrivato dopo diversi anni in Libia. Questo è il suo terzo romanzo, credo il primo ad essere pubblicato in Italia.

Tareq Imam, La vedova scrive lettere in segreto, Poiesis (trad. dall’arabo di Barbara Benini). Secondo romanzo ad essere pubblicato in italiano di questo giovane autore egiziano.

Habib Selmi, Le donne di al-Basatin, Atmosphere Libri, (trad. dall’arabo di Federica Pistono). Un’altra storia al femminile ambientata in Tunisia, ma questa volta negli anni precedenti la rivoluzione del 2011.

Abbad Yahya, Delitto a Ramallah, Mr Editori (trad. dall’arabo di Federica Pistono e Gassid Mohammed). Un romanzo giallo che quando uscì, nel 2016, fece molto scalpore in Palestina.

Youssef Ziedan, Nel castello di Fardaqan, Neri Pozza (trad. dall’arabo di Daniele Mascitelli). Dall’autore di Azazel, un avvincente romanzo storico che racconta i mesi che il medico e filosofo Avicenna, oggi considerato il padre della medicina moderna, trascorse in confino nella isolata fortezza di Fardaqan, nel cuore dell’Iran.

DAL FRANCESE

Ali Bécheur, Il paradiso delle donne, Francesco Brioschi Editore (trad. dal francese di Yasmina Melaouah). Lo scrittore tunisino già tradotto in italiano sempre da Brioschi nel 2019 firma una storia introspettiva e tutta al femminile sullo sfondo di una Tunisia in rivolta per ottenere l’indipendenza dalla Francia.

Maissa Bey, Dietro quei silenzi…, Astarte edizioni (trad. dal francese di Barbara Sommovigo). Un viaggio in treno, di notte. Tre passeggeri: una donna algerina, un anziano francese e Marie una ragazza bionda. Ognuno sprofonda nella sua solitudine, nel suo isolamento fino a quando un incidente sul treno non farà iniziare una conversazione che proseguirà per tutta la notte. Al centro dei loro racconti l’Algeria con la sua storia passata e recente: domande in cerca di risposte, ferite aperte e silenzi. Con sobrietà e pudore, frammento dopo frammento, Maïssa Bey riscrive una delle pagine più dolorose della storia del suo paese.

Hala Kodmani, La Siria promessa, Francesco Brioschi Editore (trad. dal francese di Elisabetta Bartuli). L’ho recensito qui.

Fouad Laroui, La vecchia signora del riad, Del Vecchio Editore (trad. dal francese di Cristina Vezzaro). L’ho recensito qui.

Amin Maalouf, Gli scali del Levante, La nave di Teseo (trad. dal francese di Egi Volterrani). Si tratta di una riedizione di uno dei romanzi classici di Maalouf, scrittore francese di origini libanesi che non ha certo bisogno di presentazioni visto che è uno degli scrittori libanesi francofoni più letti in Italia.

Leila Slimani, Il paese degli altri, La nave di Teseo (trad. dal francese di Anna d’Elia). Il nuovo romanzo della scrittrice franco-marocchina premio Goncourt in Francia, che torna con una storia ambientata nel secondo dopoguerra, tra Francia e Marocco.

Abdellah Taia, Melanconia araba, Funambolo edizioni (trad. dal francese di Stefano Valenti). Anche questa è una nuova edizione di uno dei romanzi più famosi di questo autore marocchino francofono che vive in Francia. Melanconia araba (titolo originale: Une melanconie arabe) era uscito nel 2010 con il titolo Uscirò da questo mondo e dal tuo amore per le ormai defunte ISBN edizioni, la casa editrice che aveva fatto conoscere Taia al pubblico italiano.

DALL’INGLESE

Susan Abulhawa, Contro un mondo senza amore, Feltrinelli (trad. dall’inglese di Giulia Gazzelloni). L’ho recensito qui.

Suad Amiry, Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea, Mondadori (trad. dall’inglese di S. Folin). Torna la scrittrice e architetta palestinese più amata d’Italia con un nuovo editore e una nuova storia, stavolta ambientata a Giaffa nel 1947, poco prima che gli inglesi se ne andassero dalla Palestina e gli ebrei fondassero lo Stato di Israele.

Hisham Matar, Un punto di approdo, Einaudi (trad. dall’inglese di Anna Nadotti). Ne ho parlato a lungo qui.

Sahar Mustafah, La tua bellezza, Marcos y Marcos (trad. dall’inglese di Francesca Conte). Questo romanzo l’ho scoperto grazie alle storie Instagram di Martina Cera, che lo aveva apprezzato particolarmente. Sahar Mustafah è un’autrice statunitense di origini palestinesi e insegna letteratura in un liceo di Chicago. La tua bellezza, che affronta il tema della ricerca delle proprie origini arabe e musulmane, è il suo romanzo d’esordio.

DALL’OLANDESE

Hafid Bouazza, Paravion, Carbonio Editore (trad. dall’olandese di Laura Pignatti). PAR AVION è solo una scritta che indica la posta aerea. Ma per gli abitanti di un villaggio sperduto della Morea, che ricevono lettere dai compatrioti emigrati, è Paravion: una città lontana, linda e ordinata, fatta di grandi parchi e donne disinibite, dove la siccità non è che un ricordo; la terra dei sogni alla cui malìa non si può resistere. Così un giorno tutti gli uomini del villaggio partono verso l’ignoto in sella ai loro tappeti volanti, lasciando le mogli incinte.

YOUNG ADULTS/BAMBINI

Maitha Al Khayat, Nonna Mudi è alla moda, Gallucci Editore/Kalimat (trad. dall’arabo di Enrica Battista). Mudi è una nonna spiritosa. Quest’anno siamo andati in vacanza a Venezia e lei si è divertita a sfilare con il burqa per Carnevale.

Walid Daqqa, La storia del segreto dell’olio, Atmosphere Libri (trad. dall’arabo di Federica Pistono). Romanzo per ragazzi che ha vinto il prestigioso Premio Etisalat 2018 per la Letteratura per ragazzi.

Salah El Mur, Il treno, Mesogea (trad. dall’arabo di Anita Magno). Mansùr e sua mamma, Bakhita, un giorno prendono un treno di buon mattino per fare «un grande viaggio» e andare a trovare la nonna anziana in una città molto lontana, sulle rive del Nilo. Il treno lascia la stazione ed ecco che il viaggio ha inizio: meraviglioso, popolato da strane, bizzarre creature che si susseguono di fermata in fermata, colorate e oniriche.

Amina Hachimi Alaoui, I tre gatti, Gallucci Editore/Kalimat (trad. dall’arabo di Giacomo Longhi).

Ghandour Nahla, L’amico scomparso, Gallucci Editore/Kalimat (trad. dall’arabo di Isabella Camera d’Afflitto).

Fatima Sharafeddine, Faten, Gallucci Editore/Kalimat (trad. dall’arabo di Barbara Teresi). Questo romanzo per ragazzi dai 13 anni in su racconta una storia ambientata in Libano in piena guerra civile, dove la giovane Faten costretta a un destino da cameriera decide di ribellarsi e di scegliere il suo destino da donna indipendente. Fatima Saharafeddine è l’autrice di libri per bambini e ragazzi più famosa e premiata di tutto il mondo arabo e questo libro pubblicato in italiano e arabo da Gallucci fa parte della collaborazione tra l’editore italiano e la casa editrice degli Emirati Kalimat, premiato come Miglior Editore dell’Anno dalla Fiera del libro per ragazzi di Bologna.

Fatima Sharafeddine, Non aprire questo libro, Gallucci Editore/Kalimat (trad. dall’arabo di Elisabetta Bartuli).

POESIA

Mahmud Darwish, Inni universali di pace dalla Palestina. Elogio dell’ombra alta, Jouvence (trad. dall’arabo e cura di Saleh Zaghloul). Una nuova raccolta delle poesie del grande poeta palestinese.

Ghassan Zaqtan, In cammino invocano i fratelli, Edizioni Q (trad. dall’arabo di Simone Sibilio). Poco noto al pubblico italiano, Zaqtan è uno dei poeti palestinesi contemporanei più famosi e letti nel mondo arabo e in traduzione. Questa antologia raccoglie tre opere scelte insieme all’autore che rappresentano l’apice della sua produzione poetica.

SAGGISTICA

Salman Abu Sitta, La mappa del mio ritorno, Edizioni Q (trad. di B. Gagliardi). In questa autobiografia, Salman Abu Sitta racconta in dimensione personale i drammatici avvenimenti che precedono, attraversano e seguono la nakba del 1948. Racconta dell’infanzia felice trascorsa nella terra di famiglia, l’espulsione, gli anni di studio passati al Cairo durante la caduta della monarchia e l’avvento del nasserismo, la guerra di Suez del 1956 e l’occupazione israeliana di Gaza, gli studi di dottorato e ricerca scientifica nell’Inghilterra dei primi anni ’60 , il lavoro di professore universitario in Canada, la sconfitta degli eserciti arabi nella guerra dei Sei giorni del 1967, l’occupazione di Gerusalemme e di vasti territori arabi, l’impegno politico e l’invasione israeliana del Libano nel 1982, il lavoro da ingegnere in Kuwait e la fuga durante la prima guerra del Golfo nel 1990. Questo libro di Abu Sitta è percorso da un forte senso di giustizia teso a recuperare ciò che appartiene di diritto ai palestinesi: la loro terra.

Alaa al-Aswani, La dittatura. Racconto di una sindrome, Feltrinelli (trad. dall’inglese di Giancarlo Carlotti). In un viaggio che ricorda le atmosfere e i colori di Palazzo Yacoubian, ‘Ala al-Aswani ragiona sul fascino per l’esercizio autoritario del potere, portando l’attenzione sui sintomi che sono comuni a ogni dittatura. Il sintomo principale deve interessarci, perché è urgente e ci riguarda da vicino: è l’attrazione per l’uomo forte, che offre sicurezza in cambio della rinuncia a diritti e libertà. Al-Aswani riflette sul concetto di sindrome come solo uno scrittore può fare: rievoca episodi della sua vita in Egitto sotto Nasser ma anche episodi decisivi della storia del Novecento, dimostrando che in Europa e in Medio Oriente la stessa sindrome si è manifestata in forme diverse e che la Germania di Hitler, l’Iran di Khomeini e l’Iraq di Saddam Hussein sono lontani nella geografia, ma forse lo sono di meno nell’esperienza.

Leila Slimani, Il diavolo è nei dettagli, Rizzoli (trad. dal francese di Elena Cappellini). Sei brevi saggi inediti in cui l’autrice riflette sul rapporto tra Francia e Marocco, anche alla luce degli ultimi tragici eventi.

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