Di stereotipi sul mondo arabo e del ruolo della letteratura

La letteratura araba è importante? Sì. Ha un ruolo sociale da svolgere al giorno d’oggi? Sì. E non lo dico solo io, che l’ho già scritto su queste pagine una miriade di volte.

A dirlo, in due interviste diverse pubblicate nei giorni scorsi, sono due intellettuali arabi. Uno è l’editore, intellettuale ed esperto di gastronomia araba Farouk Mardam-Bey; l’altro è lo scrittore, giornalista e fotografo egiziano Youssef Rakha.

Mardam-Bey è nato a Damasco ma vive a Parigi dal 1965. Dirige la collana Sindbad della casa editrice Actes Sud, che pubblica la letteratura araba in traduzione francese. Da anni è impegnato in un’intensa attività di promozione culturale della letteratura e cultura araba, nonché sul fronte dell’attivismo per la Siria.

Nell’intervista pubblicata su Le Point Afrique dice:

Da circa 2 o 3 anni, si osserva una stabilità nella vendita delle opere tradotte dall’arabo. Ma non è sufficiente. Oggi più che mai, la traduzione di opere letterarie dall’arabo in francese è importante. Molto più che rispetto a un saggio politico o un articolo, un buon romanzo ci permette di penetrare in profondo nelle società arabe, nel loro complesso quotidiano.

Tuttavia, continua Mardam-Bey, la percentuale delle opere tradotte dall’arabo in francese è bassissima: rappresenta solo lo 0,6% delle opere tradotte da lingue straniere in francese. Nonostante tutto, in Francia si traducono più opere letterarie dall’arabo che in tutta Europa. Non solo, si traduce di più dall’arabo in Francia che in Turchia e in Iran.

Youssef Rakha è autore di romanzi, racconti brevi e poesie. Ha un bellissimo blog di fotografia e scrittura. Si muove agevolmente tra l’arabo e l’inglese e dopo aver scritto letteratura quasi esclusivamente in arabo, sta lavorando al suo prossimo romanzo che sarà in inglese. Protagonista di molti dei suoi scritti è Il Cairo, la città in cui vive. Del ruolo della letteratura dice:

Voglio sfatare le immagini stereotipate e pubblicate dai media sul mondo da cui provengo. Voglio poter mostrare che questo mio mondo è pieno di umanità e di sfumature come qualsiasi altro. Può anche darsi che i clichè che leggete nei media siano veri, ma non in modo banale – solo veri in un modo molto più complesso e umano. Non sono tutta la verità. È la letteratura che può rendere tangibile quella profondità, quella complessità che sta dietro ogni cosa. La letteratura cambia il nostro modo di vedere e quando leggiamo vediamo cose diverse e le percepiamo in modi sempre differenti.

Per leggere l’intervista integrale (in francese) con Farouk Mardam-Bey andate qui.

Per leggere l’intervista integrale (in inglese) con Youssef Rakha andate qui.

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