Conversazioni poetiche per Ashraf Fayadh

Oggi in tutto il mondo si terranno reading e incontri per parlare del caso dell’artista palestinese Ashraf Fayadh, condannato alla pena capitale in Arabia Saudita. In questo post di oggi troverete il punto sulla vicenda, le traduzioni in italiano delle poesie e l’elenco degli appuntamenti italiani che fanno parte della campagna internazionale Life and Freedom for Ashraf Fayadh – Wordwide reading, che si svolge oggi in contemporanea 43 paesi del mondo. 

IL CASO DI ASHRAF FAYADH

Del caso di Ashraf ho parlato qualche giorno fa su Internazionale:

Poeta, artista e curatore d’arte, Ashraf Fayadh da circa due anni si trova in carcere ad Abha, in Arabia Saudita, con l’accusa di apostasia, di offesa alla morale saudita e di aver diffuso idee ateiste con la sua raccolta di poesie intitolata Al taalimat bi al dakhil (Le istruzioni sono all’interno), pubblicata a Beirut nel 2007 dall’editore libanese Dar al Farabi.

Nel novembre del 2015 un tribunale saudita l’ha condannato alla pena di morte per decapitazione, respingendo così il verdetto precedente di un altro tribunale, che gli aveva inflitto quattro anni di detenzione e 800 frustate.

Trasformazioni radicali

Ashraf Fayadh è nato in Arabia Saudita, dove vive e lavora, da una famiglia di origine palestinese. Fa parte del collettivo di artisti anglosauditi Edge of Arabia, che promuove l’arte araba e saudita contemporanea, con cui ha curato la mostraRhizoma alla Biennale di Venezia del 2013. Fayadh è stato anche il curatore di un’altra mostra, Mostly visible, esposta nel 2013 a Jeddah. Mostly visible era un’esposizione indipendente, autoprodotta e creata dal basso, che riuniva una ventina di artisti sauditi dai 18 ai 45 anni e che aveva come obiettivo quello di “promuovere la scena artistica saudita, ancora effervescente e giovane, e far sì che lo sviluppo dell’arte contemporanea in Arabia Saudita diventi mostly visible”, cioè esca dall’ombra.

Ashraf era, ed è tutt’ora, molto conosciuto nel circuito artistico saudita indipendente. Era, ed è conosciuto nella città di Abha, diventata un centro importante per la produzione artistica locale. Su Rhizoma aveva detto: “Il nostro obiettivo è fornire una visione chiara delle trasformazioni radicali vissute dall’arte saudita, che oggi è più in connessione con le sue radici, con una cultura più genuina, rappresentata dalla consapevolezza delle diverse condizioni di vita in Arabia Saudita”.

Le notizie circa i reati di cui è accusato sono confuse, a volte contraddittorie. Secondo l’organizzazione Pen international, che difende gli scrittori e gli intellettuali oggetto di pressioni e minacce, Fayadh sarebbe stato denunciato da un uomo con cui nel 2013 aveva avuto una discussione in un caffè di Abha per questioni artistiche. Sempre secondo Pen, i sostenitori di Fayadh ritengono che il poeta sia stato punito per aver postato su YouTube un video in cui era ripreso un esponente della polizia religiosa saudita che frustava un uomo in pubblico.

Altre accuse lo indicano colpevole del reato di aver intrattenuto relazioni illecite con alcune donne, le cui foto sarebbero state trovate sul suo cellulare. In questo caso Fayadh aveva spiegato che si trattava di foto scattate durante un’esposizione artistica a Jeddah. Secondo l’attivista per i diritti dei migranti Mona Kareem, citata da The Guardian, Ashraf starebbe invece pagando per le sue origini palestinesi.

La lettura continua qui.

LE POESIE

Oggi, inoltre, su questo blog, e altri siti e blog amici, pubblico alcune delle poesie di Ashraf tradotte in italiano per l’occasione .

E quindi, ringraziando i traduttori Jolanda Guardi, Silvia Moresi, Caterina Pinto, Simone Sibilio, Alessandro Buontempo e Aldo Nicosia, ho il piacere di far leggere in anteprima ai lettori di editoriaraba alcune delle poesie di Ashraf Fayadh in traduzione italiana.

(Tutte le poesie tradotte per i reading di oggi le potete leggere nel pdf  scaricabile gratuitamente a questo link).

Le poesie che seguono sono tratte da “Le istruzioni sono all’interno”, di Ashraf Fayadh, Dar al Farabi, Beirut 2007.

Tratto da “In merito al petrolio nel sangue” (Traduzione di Simone Sibilio)

 Globuli neri di petrolio

circolano tra le tue cellule

e riescono a liberarti laddove neanche la tua nausea vi riuscì

che male o danno può mai arrecare il petrolio

se non inquinare l’aria di una miseria che si lascia alle spalle

e il giorno in cui s’anneriranno quei volti

di chi scoprirà un nuovo giacimento

e il tuo cuore si gonfierà

così che dalla tua anima

eromperà petrolio

per il bene comune,

quella, del petrolio sarà la promessa, una promessa esaudita,

la fine.

 

Le tre leggi della Patria (Traduzione di Silvia Moresi)

Prima legge:

 Ogni Patria pacifica ….o in guerra costante…

Ogni Patria che, giorno dopo giorno,  senza lamentarsi viene calpestata dai tuoi piedi…

diventa nel cuore…qualcosa su cui l’esilio esistenziale non ha influenza…

e che gli toglie importanza.

 

Rappresentazione (Traduzione di Jolanda Guardi)

Un uomo e una donna che indossa la ‘abaya legale fermi ai piedi

del monte

Un corvo li osserva dall’alto ed è come vedesse se stesso

allo specchio in compagnia di un uomo che non ama…

Un uomo che non sa che Ibn Firnās era una barzelletta storica

di cui nessuno ride eccetto un corvo che non è obbligato

a sognare di volare!

 

L’ultima stirpe di rifugiati (Traduzione di Caterina Pinto)

[…]

L’asilo: stai in piedi in fondo alla fila

per avere un tozzo di patria.

Stare in piedi: una cosa che faceva tuo nonno… senza conoscerne la ragione!

e il tozzo: tu!

La patria: un tesserino messo dove tieni i soldi.

E i soldi: fogli su cui son raffigurate le immagini dei leader.

E l’immagine: prende il tuo posto fino a che ritorni.

E il ritorno: un essere mitico… che si legge nei racconti della nonna.

Fine della prima lezione.

Mi rivolgo a te perché impari la seconda: qual è… il tuo significato?

 

Nel giorno del Giudizio… stanno in piedi, nudi.

Mentre voi nuotate in condotti fognari

spaccati.

Scalzi… fa bene ai piedi

ma non fa bene alla terra.

 

Per voi ergeremo pulpiti… e faremo conferenze.

E la stampa scriverà su di voi in modo decente.

Verrà sviluppato un nuovo composto… per eliminare lo sporco

ostinato

e solo a metà del prezzo.

Affrettatevi per ottenere metà della quantità.

Perché la crisi idrica è molto grave.

[…]

I READING

L’elenco dei reading di oggi, città per città, è consultabile sul mio blog e sul sito Internet di Amnesty International Italia, sostenitore dell’iniziativa.

#freeAshraf è l’hashtag per chi vuole condividere foto, video o post degli eventi di oggi sui social media.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Caterina Pinto (che tra l’altro ha curato l’editing del fantastico pdf), da cui è inizialmente partita l’idea di organizzare delle iniziative a sostegno di Ashraf, e con cui poi abbiamo lavorato seguendo tutto l’iter insieme, fino ad oggi.

 

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