Salone del Libro di Torino 2016: Arabia Saudita no, letteratura araba sì

Confesso che non me lo aspettavo. Per una volta tanto, questo Paese mi ha colta di sorpresa. Tuttavia, credo sia ancora presto per festeggiare. 

La notizia che il Salone di Torino, nella prossima edizione, non ospiterà più l’Arabia Saudita bensì un focus sulla letteratura araba l’ha data circa un’ora fa l’ANSA (ed è stata poi ripresa da Avvenire e da la Stampa):

(ANSA) – TORINO, 6 OTT – L’Arabia non sarà il Paese ospite della prossima edizione del Salone del Libro di Torino, che avrà però un focus sulla letteratura araba. I vertici della buchmesse, che nel 2016 non avrà un Paese ospite d’onore, hanno deciso così di passare da un criterio geopolitico ad un criterio geoculturale. Nel corso della riunione, la prima dopo le nuove nomine, è stata anche approvata la scelta di Ernesto Ferrero alla direzione editoriale della kermesse.(ANSA).

Come mai questo cambiamento di rotta, dopo che per giorni si erano susseguite le notizie più disparate che volevano il prossimo ospite il Giappone, no, poi l’Albania, poi nessuno addirittura?

Gli organizzatori del Salone di Torino avranno letto il mio post e/o l’accorato appello di Paola Caridi e Lucia Sorbera, che era stato firmato da decine di persone e aveva fatto il giro del web e di diversi media nazionali? È presto per dirlo.

Ma forse è anche presto per festeggiare. Io, per festeggiare, aspetterò di capire come e a chi verranno diramati gli inviti (quali autori e chi li sceglierà? I traduttori italiani verranno invitati? Gli arabisti verranno invitati a parlare – evitiamo per una volta la girandola dei soliti nomi che non capiscono niente ma devono parlare ugualmente – ?), come verranno organizzati i panel (ci saranno panel sul diritto d’autore nei paesi arabi, sul lavoro del traduttore dall’arabo, sulla ricezione della narrativa araba in Italia, sulle nuove direttrici della narrativa araba nei paesi arabi?), quali libri riempiranno gli stand di Torino, etc.

Nel frattempo, per evitare che voi lettori mi diate della disfattista (blogger-non-sei-mai-contenta?) diciamo che il mio attuale umore si attesta su una prudente e moderata attesa, condita da un po’ di trepidazione. Vedi mai che questo Paese mi stupisce davvero e definitivamente, una volta tanto.

(L’immagine di copertina è @ansa)

3 commenti

  1. Curioso come il Salone, dopo il precedente caso del Vaticano ospite d’onore, sembri flirtare con Paesi che sono più famosi per bruciare e censurare i libri, che non promuoverli.

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