Narcissus e la sfida del self-publishing digitale nel mondo arabo

Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese, in una versione leggermente rivista, su Publishing Perspectives con il titolo: Can Narcissus Bring Digital Self-Publishing to the Arab World?

narcissus logoSe il mercato digitale arabo stenta ancora a decollare, un po’ per l’indecisione degli editori che credono poco negli ebook e un po’ per la mancanza di expertise e strumenti per digitalizzare i libri, una risposta per gli scrittori arabi indipendenti che intendano promuoversi sulle piattaforma digitali, e raggiungere quindi un pubblico più vasto, potrebbe arrivare da Narcissus, una piattaforma italiana dedicata al self-publishing digitale nata nel 2011 che ha appena aperto anche la sua sezione in arabo: Narcissus al-arabiyya.

Narcissus è una piattaforma di servizi per l’autopubblicazione, che consente agli scrittori di pubblicare in autonomia le loro opere in formato digitale (ebook) e di metterle in vendita nelle principali librerie online sia italiane che internazionali. È un prodotto di Simplicissimus Book Farm, azienda nata nel 2006 da un’idea di Antonio Tombolini, che funziona come “distributore di ebook”. SBF aggrega sia gli ebook creati attraverso Narcissus, sia i titoli disponibili su STEALTH (un altro prodotto di SBF su cui gli editori caricano i propri ebook) e nell’arco di 24 ore li distribuisce gratuitamente sulle principali librerie online.

Attraverso Narcissus in pratica, l’autore “indipendente” diventa editore di se stesso: “Carica il proprio file nel sistema, fissa il prezzo di vendita, definisce i dati del libro (titolo, categorie, descrizione), seleziona le librerie in cui vuole pubblicare e conferma la pubblicazione”, ha spiegato a PP Giacomo D’Angelo, Product Manager.

Narcissus fornisce gratuitamente anche il codice ISBN, permette di creare la propria copertina e dà all’autore il controllo totale ed esclusivo sull’andamento delle vendite. Narcissus, come servizio a pagamento offre la possibilità di far convertire il file dell’autore in formato digitale, o tramite BackTypo è l’autore stesso che può convertire il proprio file da solo.
Le librerie online con cui il sistema è integrato sono sia internazionali, come Amazon Kindle Store, Apple IBook Store, Google Play Store, Kobobook, sia nazionali come IBS in Italia, Sony Reader nel Regno Unito, Libreria Tolino in Germania e Casa del Libro in Spagna.
Per quanto riguarda i ricavi, l’autore guadagna il 60% di ogni download effettuato, il 30% della vendita va alle librerie online e il restante 10% a Narcissus. Ma il servizio di attivazione iniziale è senza costi per l’autore.

Indubbiamente al leggere che “l’autore diventa editore di se stesso”, molti editori potrebbero storcere il naso, nel migliore dei casi. Secondo D’Angelo tuttavia, il self-publishing digitale non decreta affatto la morte dell’editore tout-court, né delle altre figure professionali ad esso correlate, bensì una loro ridefinizione, necessaria in quanto il mondo editoriale digitale sta cambiando e quella digitale non è solo una novità, ma una rivoluzione.

Se in qualche modo “scompare” la figura dell’editore tradizionale, che controllava non solo la forma del testo ma anche il suo contenuto, Narcissus non ha rinunciato a imprimere una forma di protezione/garanzia sul contenuto dei libri: nel contratto che gli autori stipulano con la piattaforma, è scritto infatti che il testo deve rispettare i diritti umani, non può ledere o insultare terze parti, né avere contenuti offensivi o razzisti, né le copertine possono contenere immagini di nudo.

Narcissus.me nel tempo è diventata anche un buon trampolino di lancio per autori italiani scartati dal grande mercato del libro che in rete hanno trovato la loro dimensione e che, dopo aver ottenuto ottime vendite online sono stati successivamente contattati dai grandi editori. E così è giunto il momento di guardare ai mercati esteri extra-europei.

Arabic-Self-published-BookDopo aver lanciato la versione turca, due mesi fa è nato il portale dedicato agli scrittori arabofoni. Il sito, interamente in arabo, fornisce tutte le indicazioni su come creare e distribuire il proprio ebook ed è curato da Laura Aletti, arabista di formazione e Community Manager per l’area araba. Il primo autore arabo a lanciarsi nel self-publishing digitale è stato il medico egiziano Sherif el-Herraoui che con Narcissus ha pubblicato la sua raccolta di aforismi, o tweet stories, dal titolo Assa’ees, scritti in dialetto egiziano e accompagnati dalle immagini appositamente realizzate dall’artista Ola el-Abany (copertina a lato).

La partnership con Narcissus è nata a dicembre del 2013, quando Laura Aletti è intervenuta via skype durante uno dei workshop organizzati da The Townhouse Gallery al Cairo su come realizzare il proprio ebook tramite le opportunità offerte dal self-publishing, dove el-Herraoui era uno dei corsisti.

L’ebook è disponibile in formato EPUB2, così “da poter essere acquistabile su tutti i device” (anche se i vecchi formati del Kindle non trasformano i font arabi in lettere legate). Un altro inconveniente è che si sfoglia all’occidentale, quindi verso destra, e non verso sinistra, come ogni altro libro arabo: “Abbiamo trasformato il formato EPUB3 in EPUB2 perchè permette la leggibilità dell’ebook senza problemi su tutti i device”, ha spiegato Laura Aletti a PP.

“Quando Amazon comincerà a guardare anche al mercato digitale arabo l’ EPUB3 cominicerà a diffondersi ancora di più e sostituirà la versione 2. Per il momento, per poter avere ebook disponibili ovunque, abbiamo dovuto fare qualche rinuncia”.

Per adesso comunque, il problema principale incontrato da Narcissus al-arabiyya è farsi capire dagli stessi scrittori. E far arrivare il messaggio di cosa sia esattamente una piattaforma per il self-publishing digitale non è una cosa immediata, dal momento che sia gli autori sia gli editori scambiano il self-publishing per una casa editrice o, nel peggiore dei casi, come un modo per divulgare in rete testi in pdf.

Mentre in Italia e in Europa stiamo già avanti su questo fronte, per non parlare degli Stati Uniti, “nel mondo arabo c’è ancora molta confusione su cosa sia– afferma Aletti. “La mia impressione è che ancora non siamo riusciti a trovare il modo giusto per comunicare il messaggio e infatti stiamo provando diverse forme di comunicazione”.

Tra queste, rientrano le #selfpubchat che si svolgono su Twitter ogni mese, i post del blog interattivo di Narcissus, l’aggiornamento costante della pagina Facebook e la creazione di flyer immediati ed essenziali come questo “Al-Tariq ila al-Nashr”.

“Probabilmente rispetto al mercato arabo, siamo leggermente avanti. Cerchiamo di spingerlo oltre”.

E se è ancora presto per capire che tipo di espansione e di risposta avrà il self-publishing nel mondo arabo, l’invito agli autori indipendenti è lanciato: “Nel self-publishing non siamo noi a scegliere il prossimo autore che utilizzerà Narcissus, ma sarà lui/lei a decidere di essere pronto a pubblicare il suo testo.

In attesa che anche nel mondo arabo si accenda il dibattito su “self-publishing sì/ self-publishing no”!”

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