Lo scrittore e poeta Ibrahim Nasrallah a Napoli e Verona

1937364_b_4399Il poeta e scrittore palestinese Ibrahim Nasrallah questa settimana si trova in Italia per partecipare a due incontri:

  • Napoli – giovedì 28 alle 12, ospite dell’Orientale (l’incontro si terrà in aula 1.5 a Palazzo Mediterraneo), dove incontrerà gli studenti dell’Ateneo e sarà presentato da Nino Daniele, assessore alla cultura del comune di Napoli, Hussein Ahmed, dell’università Orientale, e da un esponente della comunità palestinese. E due giovani “reporter” di editoriaraba saranno lì per poi raccontarci che cosa ha detto!
  • Verona – sabato 30 novembre, in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese. Nasrallah sarà presentato da Simone Sibilio (Luiss, Roma), autore del saggio Nakba. La memoria letteraria della catastrofe palestinese e da Wasim Dahmash (Università di Cagliari), docente e traduttore di alcuni dei libri di Nasrallah (e non solo).

Ibrahim Nasrallah non è molto noto al grande pubblico italiano (lo ammetto, anche io non ho letto nessuna delle sue opere) anche se sono stati tradotti due suoi romanzi: DENTRO LA NOTTE. Diario palestinese, traduzione e postfazione di W. Dahmash, Ilisso, 2004; Febbre, traduzione di L. Capezzone, Edizioni Lavoro, 2001; una raccolta di poesie: Versi, Edizioni Q (traduzione di W. Dahmash).

Questo vuol dire che non ci deve interessare? Tutt’altro, ovviamente.

Ibrahim Nasrallah è nato nel 1954 nel campo profughi di Wihdat, Giordania, da genitori palestinesi originari della regione di Gerusalemme, da cui dovettero andare via dopo il 1948. Oggi vive ad Amman, Giordania. Nella sua carriera ha lavorato come giornalista dal 1978 al 1996; dal 1996 al 2002 è stato direttore degli affari culturali della fondazione Darat al-Funoun–Khalid Shoman ad Amman, di cui ora è vice presidente.

Nel corso della sua carriera di romanziere e poeta ha pubblicato 14 raccolte di poesie, 13 romanzi e 2 libri per bambini; ha vinto numerosi presi, fra cui lo “Owais award for poetry” (1997), l’ “Arrar prize” (1991) e il “Tayseer Sbool Prize” (1994). Il suo penultimo romanzo, Il tempo dei cavalli bianchi (tradotto anche in inglese recentemente) è stato finalista all’Arabic Booker nel biennio 2008-2009.

130807041114524Di recente è apparso il suo Il balcone sull’abisso,شرفة “الهاوية, pubblicato dalla casa editrice libanese Arabic Scientific Publishers/ Al-Dar al-Arabiyya lil-‘ulum nashiroun e presentato all’ultima Fiera del libro di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti. Questo romanzo è il quarto della serie dei “balconi”, dopo : Il balcone del delirioشرفة الهذيان”, Il balcone dell’uomo di neveشرفة رجل الثلج” e Il balcone della vergognaشرفة العار“.

Il balcone sull’abisso (a questo link un’analisi su al-Jazeera) copre un periodo di tempo che va dalla fine degli anni Ottanta, il periodo della cosiddetta “transizione democratica”, fino allo scoppio delle rivolte arabe degli ultimi anni. È un romanzo storico, politico e introspettivo, polifonico e dalla struttura molto complessa in cui l’autore invita il lettore a “srotolare” la matassa della trama e ricostruire il testo. 

L’autore lascia sul tappeto la domanda: i regimi arabi saranno capaci di rinnovarsi e completare la transizione iniziata trent’anni fa?

Nasrallah ha scritto anche una poesia per Vittorio Arrigoni, tradotta da Wasim Dahmash

A Vittorio Arrigoni


Hanno ucciso tutti
Hanno ucciso tutti
hanno ucciso tutti i minareti
e le dolci campane
uccise le pianure e la spiaggia snella
ucciso l’amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.
Per te sia buono il mattino.
Non ti hanno conosciuto
non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli
e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno
e delicato stillare di corda
e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.
Per te sia buono il mattino.
Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla
e il richiamo di una coppia di uccelli all’alba lontana
e una bambina triste
per un sogno semplice e buono
che un caccia ha scaraventato nella terra dell’impossibile.
Per te sia buono il mattino.
No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato
intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi
non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento
che gioiosi traboccano e svettano come palme.
Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea
nei loro cuori non c’è appuntamento con un’onda e una poesia
con i soli di dio nell’uva di Hebron,
non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato
non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato
non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato
la loro notte non si espone al sole
alla nobile gioia.
Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?
Che cosa diremo al nostro mare?
Che cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?
Alla nostra lunga dura notte?
Dormi! Tutta questa morte basta
a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.
Dormi bel bambino.


Ibrahim Nasrallah
(trad. Wasim Dahmash)

3 comments

  1. Si prova una grande emozione nel leggere questa (come altre) poesie dei poeti e scrittori palestinesi: non lo conoscevo, grazie per questa importante segnalazione.

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