Novità arabiste in libreria

È un po’ di tempo che non faccio un riassunto delle novità appena uscite in libreria e di quelle che usciranno tra poco. Quindi cari lettori prendete carta e penna perchè vi elenco un po’ di titoli (in italiano) da cercare o ordinare in libreria (NB: per forza di cose non posso leggere tutti i libri che segnalo, quindi quella che segue è una selezione personale di quanto è stato o sta per essere pubblicato in italiano sugli argomenti del blog: rivolte nei paesi arabi e letteratura araba).

modernità arabeCominciamo con la saggistica: Mesogea ha appena pubblicato Modernità arabe. Nazione, narrazione e nuovi soggetti nel romanzo egiziano (pp. 364, 24 euro), scritto da Lorenzo Casini, Maria Elena Paniconi e Lucia Sorbera. Questo libro è un (corposo) saggio che esplora le radici del romanzo egiziano come chiave per capire il presente. Qui potete scaricare la prefazione. Il libro verrà presentato a Palermo il 27 novembre da due dei suoi co-autori.

Sempre per Mesogea troviamo anche Sociologia politica del Medio Oriente, dello storico e sociologo Hamit Bozarslan, tradotto dall’originale francese Sociologie politique du Moyen-Orient (Editions La Découverte 2011).

Sul fronte “primavera araba”, un termine che è diventato indigesto ai più, vi segnalo anche il libro scritto dall’iranista e islamologa Anna Vanzan dal titolo Primavere rosa. Rivoluzioni e donne in Medio Oriente (Libraccio Editore, pp. 129, 14,50 euro).

collera e luceUn libro che è passato decisamente sotto silenzio (e ringrazio Giacomo che a sua volta lo ha ricordato a me) è quello scritto da Padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita italiano rapito in Siria lo scorso 29 luglio. Il libro è stato pubblicato a ottobre: Collera e luce. Un prete nella rivoluzione siriana (Editrice Missionaria Italiana, pp. 208, euro 13.00) e ne hanno parlato ANSAmed così come Donatella Della Ratta sul suo blog “MEDIAORIENTE”.

(Ieri “Abuna Paolo”, ha compiuto 59 anni. Un gruppo di amici e giornalisti italiani lo ha festeggiato con questo bel post su SiriaLibano che è disponibile anche in inglese, francese e in arabo, lingua che Padre Paolo parla perfettamente).

Passando alla letteratura, vi segnalo nuovamente la raccolta poetica L’autunno qui è magico e immenso del poeta curdo siriano Golan Haji (Il Sirente editore). Il libro verrà presentato per la prima volta a Bari il 29 novembre durante l’evento Narrazioni libere. Dalla Siria all’Italia il futuro è commons.

Tra gennaio e febbraio invece per la narrativa potremo leggere: Il collare della colomba, della saudita Raja Alem, pubblicato da Marsilio. Questo libro ha vinto il Booker arabo nel 2011 insieme al romanzo L’arco e la farfalla, dello scrittore marocchino Mohammed al-Achaari (davvero un libro che NON mi è piaciuto, che non capisco perchè abbia vinto né perchè sia stato tradotto e pubblicato qui da noi).

Il rapimento è invece il titolo del romanzo giallo dello scrittore algerino francofono Anouar Benmalek, in uscita per Atmosphere Libri. Sul sito dell’autore (se non sbaglio inedito in italiano) trovate gli estratti delle recensioni sul romanzo.

Proseguendo: per Feltrinelli uscirà la traduzione di Sinalcol (traslitterazione del titolo originale arabo, che significa “senza alcol”. Immagino che il titolo in italiano verrà cambiato?), l’ultimo romanzo di Elias Khoury e la ristampa di La porta del sole, il romanzo capolavoro di  Khoury, che uscirà in una nuova versione (in origine era stato pubblicato da Einaudi, nel 2004). Entrambi sono tradotti da E. Bartuli.

"Mohal", Dar el Shorouk
“Mohal”, Dar el Shorouk

Un altro atteso ritorno è quello dell’egiziano Youssef Ziedan con Mohal, terzo romanzo tradotto in italiano, sempre con Neri Pozza, dopo Azazel e Nabateo lo Scriba (traduzione di L. Declich e D. Mascitelli). Per ingannare l’attesa, potete leggere questa recensione apparsa sul Daily News Egypt lo scorso anno, ma attenzione perchè fa un po’ di “spoiler”!

Infine, vi annuncio che la casa editrice Jouvence è tornata a pubblicare. Ve la ricordate? Quella che pubblicava i classici della letteratura araba moderna e contemporanea di cui per qualche tempo avevamo perso le tracce. A gennaio uscirà la ristampa di Donne nel deserto, romanzo della scrittrice libanese Hanan al-Shaykh (traduzione di S. Pagani).

Bella notizia, vero? Già, non fosse per la copertina che è stata scelta. Già, un’altra donna coperta da un bel velo nero.

jouvence-shaik-donne-deserto

La copertina della prima edizione non era un capolavoro di grafica, ma era senz’altro meglio di questa. E comunque, io sono un po’ per il vintage: a me le copertine della Jouvence piacevano. Avevo per un attimo l’illusione di leggere un libro come un altro, non un libro orientalisticheggiante.

Se continuo a parlare di copertine è perchè la copertina di un libro è la prima cosa che un lettore vede in libreria: se io non fossi una lettrice di letteratura araba probabilmente non comprerei un libro del genere. Perchè sono stufa di vedere donne velate in copertina, a prescindere. Ovviamente farei un errore perchè al-Shaykh merita di essere letta, ma a quel punto chi incolpare: la mia “intolleranza”, la casa editrice o la scrittrice?

Cari editori, se proprio non sapete che pesci pigliare per le vostre copertine, perchè non prendete esempio dal lavoro di Ponte33, che fa comporre le copertine dei suoi libri da un bravissimo artista iraniano?

Questo è il risultato, giudicate voi.

particelle

Se volete segnalare altri titoli potete farlo nei commenti al post!

* Aggiunta: Alla ricerca di Fatima. Una storia palestinese, di Ghada Karmi, Atmosphere Libri, pp. 414, 18 euro; trad. di B. Ronca.

9 comments

  1. Bello veder presentare il nostro “Modernità Arabe”, grazie! Una cosina però a cui teniamo tanto tanto. Il volume non è affatto una curatela, ma un lavoro scritto a sei mani di cui ci sentiamo autori e non curatori. Per almeno tre anni ci siamo trovati in giro per il mondo a pianificare il lavoro e ciò che è venuto fuori è il frutto di questi incontri, di un confronto iniziato tanto tempo fa e andato avanti in merito ad ogni parte di testo, ad ogni passaggio del volume.
    Ancora grazie, e buona lettura !

    lorenzo

  2. oh, la solita nota polemica in arrivo: riguardo a Jouvence, oltre alle copertine mi preoccupano le traduzioni. un progetto di ristampe ci sta per carità, ma è sotto gli occhi di tutti che alcuni romanzi del loro catalogo se vogliono essere riproposti hanno bisogno di una revisione completa. certo se ripubblicano vecchie brutte traduzioni con copertine ancora peggiori siamo messi bene!
    ps: per Sinalcol prego ogni giorno che lascino intatto il titolo…

    • Ragione da vendere, Giacomo, ma Samuela Pagani traduce proprio bene !!! Quindi al di là della tristissima scelta della copertina, bene che continui a circolare la bella traduzione dei Samuela.

      • E’ vero, Samuela Pagani è molto brava ma credo che Giacomo si riferisse alle traduzioni di Jouvence in generale, non a questa nel particolare. Io questo libro non l’ho letto quindi non posso parlarne ma di recente ho letto “Zia Safia e il monastero” di Baha Taher e ho riscontrato qualche rallentamento nella lettura dovuto ad una traduzione poco “scivolosa” e all’uso di espressioni un po’ datate

      • Si, non mi riferivo a Samuela Pagani, figuriamoci! Ma altri titoli del catalogo Jouvence sono proprio illeggibili (non so, andate a sfogliare Rachid Daif tanto per credere) e altri avrebbero bisogno di una bella revisione… Non credo in generale che faccia bene alla letteratura araba in Italia la ripubblicazione di vecchie traduzioni. Jouvence ha rappresentato per molti versi un lavoro pionieristico, ma oggi mi pare abbia poco senso riproporre la sua collezione di narrativa araba cosi’ com’era ieri.

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