Ahmed Mourad al Festival della Letteratura di Mantova: un’istantanea delle nuove generazioni in Egitto

1045012_623276011024641_27658107_nIl giovane scrittore Ahmed Mourad è stato l’ospite gradito dell’ultima giornata del Festivaletteratura di Mantova, come ci racconta oggi Cristina Dozio che era tra il pubblico del Teatro Bibiena. Mourad è una delle voci più originali della letteratura araba contemporanea. Scrive in arabo e dall’arabo è stato tradotto da Barbara Teresi per la casa editrice Marsilio nella collana Farfalle, che pubblica i gialli della letteratura italiana e internazionale. Dunque abbiamo uno scrittore arabo (egiziano) che “sfonda” la barriera della letteratura-araba-solo-per-specialisti/arabisti ed entra di filato nelle librerie del lettore qualunque. Vertigo e Polvere di diamante, d’altra parte, nulla hanno da invidiare ai gialli di altri scrittori. Sono avvincenti, intriganti e ti tengono incollato fino all’ultima pagina con un misto ben congegnato di ironia, sesso, intrigo e un pizzico di macabro (soprattutto nel secondo). A questo punto mi aspetto anche la traduzione dell’ultimo libro, L’elefante blu. Non si dice sempre che non c’è 2 senza 3?

(Le foto che trovate qui sono state scattate dal team dello scrittore che le ha pubblicate su Facebook proprio ieri)

di Cristina Dozio

Domenica scorsa, nella giornata conclusiva della diciassettesima edizione del Festival della Letteratura di Mantova, l’arabista Elisabetta Bartuli ha presentato il giovane scrittore egiziano Ahmed Mourad. Classe 1978, tre romanzi all’attivo, di cui i primi due, Vertigo (Marsilio, 2012) e Polvere di diamante (Marsilio, 2013), tradotti in italiano da Barbara Teresi, sono stati campioni di vendite nel mondo arabo e hanno saputo attrarre un nutrito pubblico anche nella città dei Gonzaga.

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Tono di voce pacato e piglio simpatico, Mourad non si direbbe affatto il classico e navigato autore di thriller. E invece lo è, anzi è lui ad aver “inaugurato” questo genere in lingua araba. Non che manchino scritti di inchiesta, ma i gialli e i polizieschi puri, in cui un investigatore va a caccia del colpevole, non abbondano. L’autore di Vertigo ha tentato un’altra strada, quella del thriller appunto, che gli sembrava più vicina all’esperienza quotidiana dei suoi concittadini: leggendo sui giornali o vivendo sulla loro pelle casi di malaffare, gli egiziani hanno sviluppato un’intelligenza pratica e un intuito quasi da detective.

Per questo nelle sue opere sono le persone normali, e non i poliziotti, a dipanare il bandolo dell’intricata matassa. A proposito della polizia, Mourad ha affermato che una delle scintille scatenanti la “prima rivoluzione” sono state proprio le ingiustizie perpetrate dalle forze dell’ordine le quali, durante l’anno di governo dei Fratelli Musulmani, sono ricadute nello stesso errore di dare man forte a un potere pervasivo. A suo avviso ora si starebbe invece creando un’unione tra i cittadini, l’esercito e anche la polizia.

Tra Vertigo e Polvere di diamante si avverte una maggior maturità e anche una denuncia più aperta. Ahmad, il protagonista di Vertigo, somiglia molto al suo omonimo Mourad che, alla prima prova da scrittore, ha preferito scrivere di una realtà a lui vicina. Lo ha definito “un puro che si ribella”, mentre Taha, il protagonista di Polvere di diamante, ha una “reazione più brutale”. Una tale evoluzione su carta, che si registra anche tra i personaggi femminili (Ghada e Sara), è parallela al cambiamento avvenuto nella realtà tra la gente. Il secondo romanzo è uscito al Cairo solo un anno prima delle proteste del 2011 e in esso – dice l’autore – si avverte già l’inquietudine, il ribollire della società.

1174990_655719494446959_1003907860_nScrittore, fotografo, sceneggiatore e grafico: questa poliedricità, che condivide con diversi artisti della sua generazione, è legata al fermento culturale che ha investito l’Egitto almeno da una decina di anni, vuoi per gli spazi lasciati liberi dal regime di Moubarak, vuoi per gli spazi conquistati in rete. Mourad si è detto entusiasta di scrivere in un’epoca di fermento, in cui la richiesta di testimoniare la storia arriva dai suoi stessi lettori. “L’Egitto sta rinascendo dalla parola” ha affermato, riconoscendo il contributo degli intellettuali al cambiamento del Paese, e spingendosi a dire che si cimenterebbe in ogni forma artistica – anche suonare, se ne fosse capace – per dare il suo contributo.

Ma gli scrittori e i libri hanno un reale impatto sulla società? E qui si è aperta una simpatica parentesi geografica: a Dubai ci sono infinite possibilità per pubblicare e fare promozione, ma non ci sono scrittori – ha detto con un sorriso; in Inghilterra invece si legge moltissimo, è l’impressione che ha avuto dalle presentazioni della versione inglese di Vertigo; e in Italia probabilmente si legge troppo poco come in Egitto, ma vedendo molti giovani volontari al festival l’autore si è detto molto ottimista per entrambi i Paesi.

1236586_655719614446947_76297456_nNonostante la situazione politica in Egitto sia di assoluta attualità, non gli sono state poste troppe domande su questo tema ed è stato priviegiato l’aspetto letterario dell’incontro, lasciando così che fossero le sue opere letterarie a farci capire meglio la realtà. Ma il pubblico era sicuramente curioso di sapere come Mourad fosse diventato il fotografo ufficiale del presidente Mubarak e se avesse vissuto un conflitto tra la sua professione e quanto accadeva fuori da quella gabbia dorata. Il giovane autore ha risposto rivendicando l’etica professionale del fotografo che, solo essendo distaccato, può fermare con un’istantanea attimi che poi diventano fondamentali nella storia collettiva. Ha raccontato di aver persino regalato delle copie dei suoi romanzi al ra’is, che si direbbe non abbia saputo cogliere il loro spirito di denuncia!

L’incontro si è svolto nella bella cornice del Teatro Bibiena dove – come è stato ricordato all’inizio dell’incontro – pochi anni fa Mahmoud Darwish e l’attore Franco Lombardi recitarono Murale in arabo e italiano. Lo spettacolo è stato successivamente riproposto in altre città, tra cui Siena, dove è stato registrato questo video.

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