[Recensione] Vertigo, di Ahmed Mourad: le notti del Cairo si tingono di giallo

Vertigo (Marsilio, 2012) è un libro incredibile che mi ha colta di sorpresa fin dalle prime pagine. Non solo è un vero giallo, un genere narrativo ancora poco esplorato dagli scrittori arabi, ma è un romanzo denso di umanità, satira sociale e ironia.

La vicenda è presto detta: il protagonista del romanzo è Ahmed Kamàl, giovane cairota magro come una cavalletta, occhiali sul naso, ciuffo ribelle, ma con un animo romantico e sensibile. Ahmed è un fotografo, professione ereditata dal padre, con una laurea in economia in tasca e tanti sogni nel cassetto come molti suoi coetanei, come molti nostri coetanei. Una notte assiste involontariamente all’uccisione, nel bar Vertigo, uno dei club più rinomati del Cairo, di due corrotti pezzi grossi dell’imprenditoria egiziana legati ai vertici del potere, da parte di un commando di killer professionisti e riprende tutta l’operazione attraverso la sua macchina fotografica.

Nel tragico episodio rimane vittima inconsapevole anche uno dei suoi più cari amici. Sulle pagine dei giornali del Cairo l’omicidio viene raccontato come un regolamento di conti fra i due uomini d’affari a causa di una donna. Ahmed, intenzionato a fare giustizia della morte dell’amico, invia anonimamente le foto ad un noto giornalista con la richiesta di pubblicarle, nella speranza che scoppi uno scandalo in tutto il paese. Purtroppo per lui, la richiesta resta inascoltata.

Passa un anno e il ricordo dell’incidente si indebolisce sempre di più, confinato alla cronaca nera, un omicidio come ne accadono tanti al Cairo, la città che non dorme mai. Ahmed ora lavora in un locale di quartordine della città, il Casino Paris, ritrovo malfamato per personaggi di ogni tipo che gravitano attorno al club per i motivi più disparati: attricette alla ricerca della fama, politici e imprenditori corrotti, danzatrici del ventre cadute in disgrazia in cerca di un riscatto. Fra questi, figura anche il giornalista a cui Ahmed si era rivolto l’anno prima.

Il casino diventa per loro il posto in cui dismettere la maschera di perbenismo che indossano ogni giorno in pubblico, e dar libero sfogo agli istinti più bassi, quegli istinti che Ahmed è costretto a fotografare per guadagnarsi da vivere. Ma la morte dell’amico del cuore è un tarlo che non lo lascia dormire ed è così che, cogliendo l’occasione della vita, Ahmed si ritrova in possesso di altre foto compromettenti che ritraggono gli avventori del locale e decide che il momento di cambiare per sempre le cose nel paese è ormai giunto.

In una girandola di minacce, incidenti, sobborghi del Cairo, basha, bey e tra uno sbuffo di shisha e un boccone di shawarma, Ahmed, insieme al suo amico Omar, un genio dei computer e Ala’, giornalista scomodo  licenziato per aver calpestato i piedi a chi non doveva, si mettono al lavoro per riportare alla luce la verità sui fatti della notte al bar Vertigo e scrostare quella patina di corruzione e malaffare che, spessa come non mai, soffoca come una ragnatela vischiosa la vità dell’Egitto e dei suoi abitanti.

Le tue foto non possono inchiodarli per i loro crimini, ma possono scalfire la loro reputazione agli occhi della gente. La fiducia in loro vacillerà. Questo popolo addormentato ama i polveroni. Diamogli pane per i loro denti, qualche scandalo per risvegliarli dal loro torpore. Sveliamo gli altarini e facciamo vedere alla gente cosa sono questi cui danno loro da mangiare e bere e dove vanno a finire i loro soldi. Che vedano le prostitute sguazzare in qui soldi mentre i nostri scienziati e studiosi fanno la fame! Che si rendano conto che la situazione è grave! Che capiscano che è tutto studiato per prenderci per i fondelli, per sfruttarci. E il popolo? Non ha intenzione di svegliarsi, prima o poi?

Salutato come uno dei romanzi premonitori della rivoluzione egiziana, Vertigo ha avuto un seguito molto fortunato: è stato ristampato già otto volte al Cairo e di recente è stato tradotto anche in inglese. Ad agosto, nelle serate dell’imminente Ramadan andrà invece in onda lo sceneggiato tratto dal romanzo, diretto da Osman Abou Laban.

Ma Vertigo è molto di più: è anche un viaggio appassionato e ironico tra le generazioni dell’Egitto di oggi, che pur con poche speranze, lottano per riconquistare il loro posto nel mondo e restituire all’Egitto il suo cuore pulsante e pulito, nascosto da smog e corruzione.

L’avventura non priva di colpi di scena di Ahmed e dei suoi amici è, infine, un messaggio di speranza ai giovani egiziani, e ai giovani di tutto il mondo, attraverso cui l’autore sembra voler dire: continuate a lottare per la verità e la giustizia, perchè gli sforzi ed il sacrificio, alla fine, saranno ripagati.

Messaggio che le ragazze e i ragazzi protagonisti di piazza Tahrir sembrano avere recepito molto bene e in nome del quale, dal 2011, non si stancano di continuare a lottare ancora oggi.

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Vertigo (Vertigo, Dar al Merit, Cairo, 2007), di Ahmed Mourad.

Traduzione dall’arabo di Barbara Teresi.

Edizioni Marsilio, collana farfalle/I gialli, Venezia 2012

9 commenti

  1. Grazie mille per questa recensione, mi è stata utile per la tesi che sto scrivendo…Potete dirmi a che pagina si trova il brano succitato del romanzo? Grazie mille! E ottimo lavoro! :)

    • Ciao Clara, sono all’estero ora e non ho il romanzo con me quindi non posso verificare il numero della pagina. Posso dirtelo a fine agosto :\ Spero che qualche lettore possa aiutarti prima!
      Chiara

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