Editoria italiana e letteratura araba: una riflessione e qualche domanda (oziosa)

(Chi non ha studiato su questo libro alzi la mano!)

Quali e quante sono sono le case editrici italiane che traducono gli autori arabi? E quali autori traducono? E in quali collane?

La domanda mi è sorta qualche giorno fa: comprando il graphic novel di Zeina Abirached “Mi ricordo Beirut”, edito da Becco Giallo (collana Cronaca estera), e comprando “Vertigo” (edizioni Marsilio, collana Farfalle – I Gialli).

In entrambi i casi, la collana in cui i volumi erano stati inseriti, e le case editrici che li avevano pubblicati, non erano specializzati in letteratura dei paesi arabi. Essendo cresciuta e avendo studiato praticamente a..pane e Jouvence (Università docet…), questo mi ha dato da pensare: vuoi vedere che la letteratura araba è uscita davvero dal suo piccolo recinto di lettori specializzati-appassionati e si è aperta al mondo del lettore italiano medio?

La letteratura araba è diventata pop, nel senso di pop-olare?! Per cercare di rispondermi con più cognizione di causa ho fatto una brevissima ricerca: quella che segue, in fondo al post, è una lista indicativa e assolutamente non esaustiva delle case editrici nostrane e degli scrittori che sono stati tradotti più o meno di recente.

Dalla lista emerge che gli scrittori arabi più conosciuti a livello internazionale, e quelli che in patria vincono i premi letterari, vengono in genere tradotti dalle major italiane: Feltrinelli, Einaudi, Mondadori, che negli anni si sono accaparrate Hisham Matar, Joumana Haddad, Alaa al-Aswani, Rabee Jaber, solo per citarne alcuni.

Ci sono poi diverse case editrici che hanno dedicato un’intera collana agli scrittori arabi in traduzione: partendo dalla Jouvence, che sotto la direzione editoriale dell’arabista Camera D’Afflitto ha portato in Italia una folta schiera di autori arabi che potremmo definire “classici” (ma che mi pare di capire ora non lavori più: si accettano smentite e/o correzioni), arriviamo al Sirente e alla sua collana altriarabi, dedicata a far conoscere in Italia la nuova letteratura araba, creativa, critica ed indipendente. Nel mezzo troviamo Mesogea, che pubblica letteratura del nostro mar Mediterraneo; le Edizioni Lavoro (a me finora piuttosto sconosciute…), che hanno una collana dal titolo L’altra riva; Marietti, che ha una collana dedicata alla letteratura araba e islamica (?), e le edizioni e/o che fanno il lavoro opposto: con il loro progetto editoriale parallelo sharq/gharb, curato anche da Amara Lakhous, pubblicano testi italiani tradotti in arabo.

Ciò detto mi chiedo: qual è il modo migliore per far conoscere al pubblico italiano la letteratura araba?

È preferibile che le case editrici dedichino una collana intera agli autori arabi, così da renderli immediatamente riconoscibili ai propri lettori (che però forse sono sempre gli stessi, ovvero quella fetta di pubblico che va dall’appassionato allo specialista-addetto ai lavori) ?

O è meglio “mescolarli” al resto della letteratura internazionale, di modo che il lettore fedele a quella particolare casa editrice si fidi dell’editor che ha scelto di pubblicare quello scrittore arabo – pur non conoscendolo – e compri il libro in questione?

In sostanza: premesso che, per nostra fortuna, l’editoria italiana traduce un numero quantitativamente significativo di autori arabi, se l’obiettivo principale di chi si occupa di letteratura dei paesi arabi è quello di far conoscere ad un pubblico più vasto possibile la ricchezza letteraria, culturale ed espressiva dei paesi arabi…Chi, fra le due tipologie di progetti editoriali sopra citati, rende un servizio “editoriale” più valido (il che non è sinonimo di qualitativamente migliore, si badi bene) alla letteratura, o meglio, alle letterature, in lingua araba?

[Mi rendo conto che queste domande sono un po’ peregrine e soprattutto peccano un po’ di arabo-centrismo e che forse, volendo, il discorso potrebbe aprirsi anche alla letteratura ispanica, cinese o africana, per citare altre aree geografiche, ma visto che questo blog si occupa di letteratura araba non è il caso di oltrepassare i confini geografici e linguistici dei paesi arabi (che, fra l’altro, non sempre coincidono)].

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LISTA DELLE CASE EDITRICI (in ordine alfabetico)

  • Abramo: Ghada Samman

  • Becco Giallo: Zeina Abirached

  • Bompiani: Tahar Ben Jalloun, Khaled Khalifa

  • Castelvecchi: Samar Yazbek

  • Donzelli: Adonis

  • Einaudi: Samir Kassir, Hisham Matar, Ben Jalloun, Boualem Sansal,

  • Feltrinelli: Alaa al-Aswani, Susan Abulhawa, Suad Amiry, Rabee Jaber

  • Garzanti: Rafik Schami

  • Giunti: Fatema Mernissi

  • Isbn: Abdellah Taia

  • La Linea: Iman Humaydan Younes

  • Marsilio: Ahmad Mourad

  • Mondadori: Yasmina Khadra, Joumana Haddad

  • Neri Pozza: Youssef Ziedan

  • Nottetempo: Tawfiq al-Hakim

  • Piemme: Hanan al-Shaykh che però all’inizio era pubblicata da jouvence

  • Ponte alla grazie: Hoda Barakat

  • Sellerio: Tayyeb Salih, Ghassan Kanafani

COLLANE SPECIALIZZATE

  • E/O: sharq/gharb

  • Edizioni Lavoro: collana “L’altra riva”

  • Il Sirente: collana “altriarabi”

  • Jouvence: collane “Narratori arabi contemporanei” e “Memorie del Mediterraneo”

  • Marietti: collana “Biblioteca araba e islamica”

  • Mesogea: collana “La piccola” e “La grande”

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