Maram al-Masri, poesie tra amore e impegno politico

Copertina di “Anime scalze”

In questi giorni è in Italia, per il tour promozionale del suo ultimo libro di poesie Anime scalze (Multimedia Edizioni/Casa della poesia, 2011) la poetessa siriana Maram al-Masri.

Premetto che non la conoscevo, anche se poi ho scoperto che in una mia vecchia wishlist figurava la sua raccolta Ciliegia rossa su piastrelle bianche (Liberodiscrivere, 2005), quindi ho fatto una breve ricerca.

Maram al-Masri è nata nel 1962 a Lattakia, in Siria, ma dal 1982 vive in Francia, patria d’elezione o forse dovrei dire d’esilio, visto che la poetessa in una recente intervista pubblicata sul giornale di Trieste (apparsa il 18 giugno, ad opera di Elisabetta d’Erme) ha dichiarato che la sua, in Francia, è stata una vita da esiliata:

Se non fossi stata un’esiliata non sarei la donna, la poeta che sono. Quest’esilio mi ha liberata dalla dittatura letteraria della tradizione araba e mi ha permesso di non dover seguire come un cane le orme del proprio padrone.

Come il grande poeta Adonis, siriano ma che vive in Francia, è stato l’esilio che l’ha resa una donna e una poetessa più consapevole di sè. Come ogni immigrato tuttavia, ha dovuto convivere con una realtà, una lingua e una società che non erano le sue e con cui ha dovuto fare i conti da sola, appena concluso il suo matrimonio (ha anche tre figli maschi) con il marito francese.

Nelle sue poesie, sono presenti i temi dell’amore e della sensualità femminile.

Lo guardai | attraverso un filo di luce | che filtrava | dalla finestra della mia misericordia. | Il corpo affaticato | disteso accanto a me | affamato come me.

(da Ciliegia rossa su piastrelle bianche, str. 27, in Non ho peccato abbastanza. Antologia di poetesse arabe contemporanee, a cura di Valentina Colombo, Oscar Mondadori 2007. (non ho peccato abbastanza, oddio…ma che razza di titolo è? E la copertina è anche peggio, un vero inno all’Orientalismo più spicciolo!)

L’ultima raccolta, Anime scalze, è un omaggio ed un tributo alle donne vittime di violenza in Francia, quelle anime scalze che:

[…] si guardano dietro | temendo di essere seguite | dai piedi della tempesta, | ladre di luna | attraversano, | camuffate da donne normali. | Nessuno le può riconoscere | tranne quelle | che sono come loro.

La sua bellezza fisica, le tematiche dell’amore e dell’esaltazione della donna libera ed indipendente, mi hanno fatto ricordare non poco la poetessa libanese  Joumana Haddad, anch’ella molto conosciuta e amata dal pubblico italiano.

Tuttavia al-Masri (come molte sue connazionali, non ultima la scrittrice Samara Yazbek, in esilio in Francia e che ha appena scritto un “diario” sulla tragedia siriana, in corso di traduzione in inglese e francese) è anche una donna politicamente impegnata sul fronte dell’attivismo, in difesa dei diritti del popolo siriano e contro i massacri operati dal regime di al-Assad. Nell’intervista citata prima, afferma:

Quello siriano è un popolo colto, educato, ovunque nel mondo incontriamo medici, ingegneri siriani. Abbiamo tutti i mezzi per poter praticare la democrazia ma, essendo vissuti per secoli sotto imperi stranieri, da quello Ottomano a quello inglese, seguiti da una catena di dittatori, fino ad oggi non abbiamo avuto modo di sviluppare le nostre potenzialità. Importante è che Assad venga mandato via e che il paese trovi la sua via alla democrazia.

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Maram al-Masri presenterà il suo libro stasera alle 21 a Salerno, nel giardino della comunità “L’abbraccio” (Viale G.R. Pastore, 6 – zona stadio Arechi).

 

*tutti gli estratti delle poesie citate sono stati raccolti dalla sottoscritta su Internet

5 commenti

  1. “Non ho peccato abbastanza” è un verso di Joumana Haddad contenuto nella raccolta. So che avrebbero potuto scegliere un altro titolo, però se leggi l’intera poesia acquista valore e senso. L’ho letto abbastanza tempo fa ma mi è rimasto impresso (: Sul web l’ho trovata scritta così: “Sono viva per errore, a dispetto di me stessa. E per non annoiarmi. Ho consacrato le mie mani a intimi peccati. Molte porte ho amato e serrato, perche’ nessuno soffrisse la mia assenza. Ho voluto sbagliare, per avere colpe da vantare. A lungo ho camminato in compagnia delle ombre, a lungo ho sedotto piaceri, mai un miraggio che non abbia inseguito, mai un fuoco che non abbia rapito, ma non ho peccato abbastanza. E passera’ lungo tempo, prima che pianga come dovrei, passera’ lungo tempo, prima che impari a rovinare la mia vita.” Spero sia utile, un bacione!

  2. Se può essere utile oltre all’incontro romano sarà in Italia il 16 giugno a Tuscania (VT), – ore 17:00
    Ex Tempio S. Croce, P.za Basile

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