Abdellah Taia e il Marocco: un rapporto molto controverso

[…] sarei diventato un altro, qualcuno che ancora non conoscevo, avrei riso, pianto, imparato, amato, deluso gli altri, deluso me stesso, commesso errori, sarei andato avanti nonostante tutto, avrei costruito qualcosa per me, solo per me e più tardi per la mia famiglia, avrei cantato, danzato, sarei stato solo, con gente nuova, avrei avuto il panico, pianto, fatto l’amore, dormito, mi sarei svegliato, avrei avuto molto freddo, atteso il ritorno del sole, visto la neve, finalmente […]*

Abdellah Taia (classe 1973) è uno scrittore marocchino che vive in Francia, a Parigi per l’esattezza, da molti anni. In Italia lo conosciamo grazie all’intelligenza della casa editrice milanese ISBN, che di Taia ha pubblicato alcuni suoi romanzi: L’esercito della salvezza (2009) e Uscirò da questo mondo e dal tuo amore (2010) e l’ultimo Ho sognato il Re (2012), che in Francia nel 2010 aveva vinto il Prix de Flore, il premio letterario francese che ogni anno viene assegnato alle giovani voci della letteratura francofona.

Ma Taia non è solo famoso per i suoi romanzi: la sua vita è finita sotto i riflettori da quando, nel 2009, ha fatto scalpore in Marocco annunciando pubblicamente sul quotidiano Tel Quel la sua omosessualità, in una lettera aperta indirizzata alla madre. Da allora, si porta addosso la non facile etichetta di “primo-scrittore-marocchino-omosessuale”.

Perchè vi parlo di questo scrittore marocchino? Per due motivi:

1 – Il 18 maggio in Marocco è avvenuto un fatto piuttosto increscioso che lo riguarda indirettamente e che è stato riportato con grande risalto da alcuni media  francofoni, Yabiladi e SlateAfrique : una giornata dedicata allo studio dei romanzi di Taia, organizzata presso la facoltà di Lettere dell’Università El-Jadida, a sud di Casablanca, è stata annullata a causa di una manifestazione organizzata da un gruppo di giovani militanti islamisti, studenti e professori che, al grido di slogan come “L’université est pour les étudiants et non pour les homosexuels” (“L’università è per gli studenti e non per gli omosessuali”), sono entrati all’università e hanno stazionato davanti l’ufficio della Presidenza per protesta.

Risultato: l’incontro è stato annullato, con buona pace di chi l’aveva organizzato e degli studenti che vi avrebbero partecipato. Dall’alto non è arrivata alcuna condanna ufficiale, come amaramente constata Tel Quel

Lo scrittore, intervistato in seguito all’accaduto da TÊTU.com, si è detto comunque ottimista, perchè quanto accaduto è un segnale che un cambiamento nella società marocchina sta avvenendo e la manifestazione di protesta altro non è stata che un tentativo di vanificare il cambiamento.

Una dichiarazione che a mio avviso meriterebbe un applauso.

2 – La seconda notizia che lo riguarda ha un carattere più letterario (anche se è quasi certo che qualche polemica non mancherà). Abdellah Taia ha infatti da poco concluso un accordo con una casa cinematografica francese (Le films de Pierre) per trasformare in film il suo romanzo L’esercito della salvezza, un romanzo di formazione autobiografico, in cui Taia racconta il difficile cammino della sua educazione sentimentale.

Lo scrittore e i produttori a metà giugno saranno a Casablanca per scegliere l’attore che interpreterà lo scrittore quando aveva 12-13 anni, all’epoca già alle prese con i tormenti dell’animo riguardo le sue preferenze amorose. Come sottolinea, forse con sconcerto, il sito assdae.com, il giovane attore dovrà essere marocchino. Che scoperta.

Per concludere, vi segnalo questa bella intervista con Abdellah Taia che Osservatorioiraq ha di recente pubblicato , in cui l’autore, fra le altre cose, si dice molto contento della traduzione in arabo del suo Ho sognato il re, che è stato pubblicata dalla casa editrice Dar al-Adab con il titolo Al-Malik al-Youm.

Dar al-Adab è una casa editrice  importante nel mondo arabo. Ma è libanese. Forse sarebbe stato un bel segnale se, a pubblicare il libro, fosse stato un editore marocchino?


*(la citazione, tratta da L’esercito della salvezza, la devo ad un utente Anobiiano che l’ha inserita nel suo commento al libro)

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